Terza Commissione – Approvato il progetto di legge che muta le modalità di intervento a favore di imprese operanti in provincia di Belluno

Terza Commissione – Approvato il progetto di legge che muta le modalità di intervento a favore di imprese operanti in provincia di Belluno

(Arv) Venezia 4 set. 2019 –     Nella seduta odierna della Terza Commissione permanente del Consiglio regionale presieduta da Sergio Berlato (Fratelli d’Italia-MCR), Vicepresidente Graziano Azzalin (Partito Democratico), è stato approvato ad ampia maggioranza, senza voti contrari, la Proposta di legge n. 313, primo firmatario il Consigliere Franco Gidoni (Lega Nord), che modifica e integra la legge regionale 7 aprile 1994, n. 18 “Interventi in favore delle imprese ubicate nel territorio dei comuni della Provincia di Belluno ai sensi dell’articolo 8 della Legge 9 gennaio 1991 n. 19 e successive modificazioni”. In estrema sintesi, il fondo di rotazione previsto dalla legge n. 18/1994 costituisce l’unico mezzo finanziario a sostegno delle attività produttive nella Provincia di Belluno e viene riconosciuto come uno strumento accessibile e fondamentale per lo sviluppo delle imprese locali. A fronte tuttavia di un minore interesse a richiedere linee di credito agevolato, la proposta di modifica della Legge prevede l’accesso al credito anche mediante l’erogazione di garanzie, e l’estensione delle agevolazioni ai professionisti iscritti agli albi nel limite del dieci per cento delle risorse disponibili. La Proposta può fare così il suo ingresso in Aula; relatore, il primo firmatario Gidoni, correlatore il Vicepresidente della Commissione Azzalin.

È stato illustrato in Commissione, inoltre, il Progetto di legge n. 456 di iniziativa del Presidente della Commissione Berlato relativo a: “Misure di prevenzione dei danni provocati dai grandi carnivori e di contenimento delle popolazioni in esubero rispetto alla sopportabilità del territorio ed alla loro compatibilità con le attività antropiche”, che, nella sostanza, mira a dare applicazione all’art. 16 della Direttiva europea cd. ‘habitat’ che a sua volta prevede la possibilità per gli stati membri di garantire la gestione della fauna selvatica attraverso piani che comprendono azioni di prevenzione e azioni di contenimento. L’esame della proposta proseguirà nel corso delle prossime sedute della Commissione.

Approvato all’unanimità, infine, il Parere alla Giunta regionale n. 445 relativo alla “Attivazione della Sezione speciale Regione Veneto per garanzie su portafogli. Approvazione dello schema di atto integrativo dell’accordo sottoscritto in data 5 ottobre 2018 tra MISE, MEF e Regione del Veneto. Aumento della dotazione finanziaria della Sezione speciale Regione Veneto per il finanziamento dell’incremento della misura della riassicurazione rispetto alla misura massima concedibile dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662”. In sintesi, si fa riferimento al Fondo centrale di garanzia a favore delle PMI, gestito da Mediocredito centrale per conto del MISE, che può essere incrementato dalle Regioni apportando proprie risorse, le quali però sono separate nell’ambito dello stesso fondo centrale: il Veneto è stata una delle prime regioni ad attivare questa modalità di incentivazione alle PMI attraverso l’uso di fondi comunitari, per un importo di 15 milioni di euro. Il 15 marzo 2019 sono entrate in vigore nuove disposizioni operative del Fondo che ne hanno innovato il funzionamento. Il punto centrale della riforma è costituito dal modello di rating utilizzato per la valutazione del merito creditizio delle PMI e professionisti, basato sulla “probabilità di inadempimento” a cui si collega la rimodulazione delle percentuali di copertura del Fondo. Con l’entrata in vigore della nuova disciplina sono cambiate anche le modalità di intervento del Fondo: oltre alla garanzia diretta e alla controgaranzia, il Fondo può intervenire anche con la riassicurazione.

L’atto integrativo dell’accordo tra Mise, Mef e Regione Veneto per l’istituzione di una sezione speciale regionale del fondo di garanzia per le PMI contenuto nel provvedimento presentato in Commissione prevede, in particolare, che i fondi regionali, derivanti da accantonamenti, e non più di origine comunitaria, siano non solo messi disposizione delle imprese tipicamente solvibili, ma anche di imprese per le quali è maggiore il rischio: in sostanza, l’articolo 19 dell’atto integrativo prevede una riserva di disponibilità per nuova imprenditoria (ossia, start-up) e imprese giovanili – per le quali le richieste di fondi di garanzia da parte delle banche sono maggiori – pari al 30% dell’importo del portafoglio.

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(Consiglio Veneto)

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