Autonomia del Veneto, due anni dal referendum – Riccardo Barbisan (LN): «Pd e M5s hanno bloccato la riforma con accuse vuote e ripetute. Ci auguriamo che la trattativa proceda e non si arrivi a un ulteriore rinvio»

Venezia, 21 ottobre 2019 – «Sono passati ormai due anni da quel 22 ottobre 2017 in cui oltre 2 milioni di elettori veneti hanno votato a favore dell’autonomia della nostra Regione. Due anni in cui si sono succeduti tre governi che hanno cercato, ognuno a suo modo, di bloccare la riforma. Una riforma, ricordiamo, che nonostante quanto affermino i suoi detrattori di Pd e M5s è un nostro diritto riconosciuto dalla Costituzione. Ora le trattative sembrano essere ripartite, ma avvertiamo il nuovo ministro per gli Affari Regionali: siamo stanchi di essere presi in giro». Così Riccardo Barbisan, vicepresidente del gruppo consiliare Lega a Palazzo Ferro-Fini, ricorda il secondo anniversario del referendum sull’autonomia del Veneto, tenutosi il 22 ottobre 2017.

«Ci hanno detto che vogliamo spaccare l’Italia, che vogliamo attuare una “secessione dei ricchi”, che siamo egoisti e vogliamo impoverire il Sud Italia – continua Barbisan -. Accuse trite alle quali ormai rispondiamo sempre con l’obiettività dei numeri. È un fatto che il Veneto, nonostante il taglio dei trasferimenti statali del 48% dal 2010, ha dimostrato di saper investire nel migliore dei modi le proprie finanze, fornendo servizi ai cittadini puntuali ed efficienti, al punto da essere presa come modello di riferimento in diversi settori, primo fra tutti quello della sanità. Ricordiamo che lo Stato spende in Veneto 2.816 euro per ogni abitante, contro i 4.150 euro per ogni calabrese. Ed è un fatto che alcune Regioni del meridione, proprio quelle che ora stanno protestando maggiormente alle nostre richieste, hanno dato prova di cattiva gestione dei fondi pubblici. Non ne facciamo una semplice questione economica: migliore gestione dei fondi significa migliore offerta al cittadino. Ed è proprio per poter migliorare i servizi, la sanità, l’istruzione, le infrastrutture, che dobbiamo continuare a insistere sulla via dell’autonomia. Ora si parla di una legge quadro e di un passaggio in Parlamento: speriamo che non sia solo un altro modo per perdere ulteriore tempo e far passare questa riforma nel dimenticatoio. Perché una cosa è certa, la pazienza dei veneti sta per finire e non possiamo accettare un ulteriore rinvio».

(Lega Nord)

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