Cultura della Legalità – Gruppo M5S: “Le mafie ci rendono più poveri, basta con la politica che volta la faccia dall’altra parte”

Cultura della Legalità – Gruppo M5S: “Le mafie ci rendono più poveri, basta con la politica che volta la faccia dall’altra parte”

(Arv) Venezia, 17 ott. 2019  –  “Padova, città da record per le infiltrazioni mafiose. Venezia, con la sua provincia, segue a ruota. Il Veneto si conferma terra di scorribande della criminalità organizzata, che controlla imprese, pilota appalti, devia su di sé capitali. La politica per anni ha voltato la faccia dall’altra parte, gettando negli occhi dei cittadini il fumo della criminalità da ladri di autoradio e spacciatori da giardinetti pubblici, fingendo di non sapere che c’erano le mafie che facevano affari miliardari, ai danni di chi lavora onestamente”.

Le affermazioni sono dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Manuel Brusco, Erika Baldin, Simone Scarabel e Jacopo Berti, che spiegano “avete presente quando gli imprenditori onesti dicono di lavorare per buona parte dell’anno per pagare le tasse? Ecco, il loro opposto, azionista, ladro e potente, è la mafia, che inquina il sistema produttivo e sottrae ogni giorno risorse. Ci sono studi, proprio dell’Università di Padova, che dimostrano come la presenza del crimine organizzato dei colletti bianchi, la corruzione, impoverisca tutto il territorio”.

“Domani, venerdì 18 ottobre – ricordano i consiglieri Pentastellati – si svolgerà a Padova, presso l’Università degli Studi, un importante Seminario su come ‘lavorano’  le mafie in Veneto e dove investono, ferendo tutta le Regione. Abbiamo gli anticorpi contro questa infezione: studiosi, imprenditori, menti coraggiose; dobbiamo supportarli e affiancarli. Come? Facendo delle mafie il nemico numero uno della politica locale. Basta nascondersi dietro a qualche dato apparentemente rassicurante, basta far passare il messaggio che ci sono altre emergenze, perché il silenzio è complicità”.

“Serve parlare di mafia nelle scuole, nelle realtà associative – proseguono i consiglieri M5S –  perché c’è una complicità culturale da scardinare. Le istituzioni, poi, siano coraggiose: abbiamo un Osservatorio regionale che va rafforzato, magari trasformandolo in una Commissione permanente in Regione (come in Lombardia) che collabori con le Commissioni Antimafia in Parlamento”.

“Infine – concludono Manuel Brusco, Erika Baldin, Simone Scarabel e Jacopo Berti – serve creare un coordinamento tra chi studia il fenomeno, come la stessa Università degli Studi di Padova, e la Magistratura, mettendo in rete dati e statistiche. Non si può più aspettare”.

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(Consiglio Veneto)

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