FISCO E COMMERCIANTI: RITORNA LA CACCIA ALLE STREGHE?

Con la manovra economica 2020 sembra ritornare la caccia al commerciante evasore.
I messaggi che arrivano dal governo sono sbagliati e colpiscono in modo gratuito l’intera categoria.
Con le sanzioni ai commercianti che non accettano pagamenti con sistemi virtuali come strumento di lotta all’evasione si da un messaggio chiaro : i commercianti sono evasori.
La Confesercenti non ci sta!!

Da un lato, dichiarano il Presidente Rossi ed il Presidente dei commercianti su area pubblica Enzo Tuis, dopo nemmeno un anno si vuole modificare il regime dei forfettari (LAT TAX) creando non solo confusione ma anche stravolgendo i progetti economici di tanti lavoratori autonomi e di micro imprese.
Al contempo parte la campagna pagamenti on-line. Campagna a tutto vantaggio delle banche e penalizzanti (visti i costi a carico delle imprese, costi commissioni POS altissimi) per i negozianti, gli ambulanti, gli esercenti ed i lavoratori autonomi.

Sicuramente il problema dei pagamenti con moneta elettronica è di ‘innovazione’ e non di evasione fiscale (per le piccole imprese). Se non si paga con moneta elettronica non è perché il negoziante non accetta altri pagamenti ma è il consumatore che preferisce pagare con contanti liberamente.

Due anni fa, prosegue Tuis, abbiamo incentivato l’uso dei POS presso i mercati e sono stati molti gli ambulanti che hanno aderito. A distanza di mesi le transazioni erano talmente poche da rendere inutile il POS. Del resto, sia chiaro continua Tuis, che non fa scontrini continuerà a non farli.

Ancora più drastico il Presidente Rossi.

Se si pensa di combattere l’evasione colpendo i piccoli commercianti ed obbligandoli a pagare costose transazioni bancarie non si è capito nulla del sistema economico Italiano. Sono stati proprio i piccoli imprenditori che hanno saputo rispondere alla crisi, tagliando spesso i propri utili ma conservando e spesso potenziando la loro forza lavoro.
Basta con la caccia alle streghe, basta con la caccia al negoziante evasore. I commercianti tra fattura elettronica e trasmissione on line dei corrispettivi sono collegati all’agenzia delle entrate 24 ore su 24. Ci chiediamo che cosa si vuole di più.
La si deve smettere con le sanzioni. Non è sanzionando il commerciante che si sviluppano i pagamenti on line. Confesercenti ha sempre spinto per incentivare queste forme di pagamento proprio per motivi di sicurezza (si pensi ai tabaccai, ai benzinai ecc.). Ma se vogliamo che effettivamente aumenti la percentuale dei pagamenti con moneta virtuale dobbiamo lavorare per ridurre i costi ed incentivarne l’utilizzo.

Altro nodo che va contro le nostre categoria e la confusione sul regime forfettario, prosegue Rossi, la confusione fa del male alle imprese.
Nella nostra provincia, secondo le stime del nostro osservatorio, sono più di 3.000 le imprese del commercio ( oltre 8 mila quelle complessive) che hanno optato per il sistema forfettario. Nel corso del 2019 il 40% delle nuove imprese commerciali ha optato per questo regime. Abolirlo o modificarlo significa una ulteriore mazzata per i nostri piccoli imprenditori.
Potremmo anche riderci sopra, chiude Tuis, sulla lotteria per lo scontrino che ci farà impazzire. Pensiamo agli scontrini da 1 euro in cui si dovrà chiedere il codice fiscale del cliente.

(Confesercenti Veneto Centrale)

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