Parco della Lessinia – Montagnoli (Lega Nord): “Il progetto di riperimetrazione condiviso con il territorio”

Parco della Lessinia – Montagnoli (Lega Nord): “Il progetto di riperimetrazione condiviso con il territorio”

(Arv) venezia 11 ott. 2019 –    “Vi sono svariati motivi per cui i Consiglieri regionali Zanoni, Salemi e Bigon, con le loro dichiarazioni, dimostrano di avere compreso ben poco non solo contenuti del Progetto di legge da me presentato, con le firme dei colleghi Valdegamberi e Corsi, ma anche del contesto che lo ha richiesto. Un attacco sfrontato, ma che denota di essere del tutto avulso dalla realtà, finendo per infangare una proposta che nasce innanzitutto dalla richiesta del territorio, prima che da noi firmatari”. Così Alessandro Montagnoli, primo sottoscrittore del Progetto di legge n. 451, risponde alle affermazioni di alcuni Consiglieri regionali del Partito Democratico e prosegue: “Vi sono valide ragioni, peraltro spiegate nel testo del PdL, per ritenere del tutto infondate le dichiarazioni attraverso cui si paventerebbe una mancanza di tutela verso il territorio della Lessinia. Ed è del tutto inopportuno sostenere di conoscere la realtà del territorio ed ergersi a portavoce delle più appropriate politiche di tutela e gestione da parte di chi, come il Consigliere Zanoni, afferma che due anni fa ha avuto modo di visitare il Parco accompagnato dai responsabili. A nostro avviso chi agisce in questo modo, diversamente da come si vuol far pensare, opera secondo logiche completamente opposte alla democrazia e votate piuttosto ad un autoritarismo che cala dall’alto le proprie idee. Logiche che non ci appartengono, perché dimostriamo invece, con queste norme, di dare ascolto alle richieste emergenti, a differenza del PD che anche in questo caso conferma di essere lontano dalla gente”.

“Vorrei ricordare ai Consiglieri Zanoni, Salemi e Bigon – aggiunge Montagnoli – che le norme contenute nel Progetto di legge sulla riperimetrazione del Parco della Lessinia si rendono opportune anzitutto poiché gli strumenti di tutela che abbiamo oggi non sono allineati con la normativa nazionale e regionale in materia. In secondo luogo, per usare le stesse parole contenute nella relazione esplicativa, “la nuova zonizzazione proposta lascia del tutto inalterate le aree di riserva naturale, deputate alla protezione e conservazione di valori naturalistico-ambientali la cui esigenza di tutela prevale su ogni altra, e determina esternamente al perimetro del Parco le aree contigue individuandole nell’ambito delle zone a vocazione agro-silvo-pastorale, allo scopo di garantire una fruizione meno burocratizzata dei territori a vocazione agricola, nel rispetto delle buone prassi culturali e della tradizione”.

“Ricordo ancora ai Consiglieri – continua Montagnoli – che a seguito di questo Pdl verrà predisposto un Piano del Parco che seguirà un articolato iter di approvazione, concertato con il territorio, e che coinvolgerà i portatori di interessi, e sarà avallato tecnicamente e scientificamente prima di approdare di nuovo in Consiglio regionale per l’approvazione, e che nel frattempo, come è scritto nelle norme del Pdl stesso, viene comunque garantita la tutela sia delle zone interne che di quelle esterne al Parco, consentendo in queste ultime solamente l’esercizio della caccia controllata, riservata ai soli residenti dei comuni delle aree interessate e dell’area naturale protetta, per contenere i problemi evidenti legati alla presenza ed ai danni causati dalla fauna selvatica: vogliamo parlare anche in questo caso dei danni in termini economici e di biodiversità?”.

“Chi conosce i tre grandi vaj – sottolinea Montagnoli – sa bene quale sia il loro elevato valore, ma sa anche delle effettive pressioni antropiche cui potrebbero essere sottoposti, e della loro morfologia, per la quale non rischiano di essere appetibili dal punto di vista edilizio, ma rischiano invece di essere marginalizzati stante l’attuale normativa; per cui rispetto a queste zone la tutela può trovare invece il giusto equilibrio con la valorizzazione. È chiaro che chi si nasconde dietro la retorica del consumo di suolo, invocando esempi come la deforestazione in Amazzonia, anziché riconoscere la realtà complessa del territorio e le richieste espresse da chi, in quel territorio, ci vive, opera e conosce in prima persona i problemi gestionali, non ha altri obiettivi se non quelli, in primo luogo, di screditare l’operato dell’Amministrazione regionale e di questa maggioranza, che contro la cementificazione ha invece portato in approvazione la legge sull’azzeramento del consumo di suolo – solo per fare un esempio – e in secondo luogo, di delegittimare le istanze del territorio espresse per il tramite di istituzioni, quali le amministrazioni comunali, con le quali ci siamo continuamente rapportati e alle quali vogliamo dare risposta”.

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(Consiglio Veneto)

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