Sanità – Bigon (PD): “Vaccino contro il Papilloma virus, Ulss Scaligera in forte ritardo rispetto alle altre Aziende. La Regione spieghi i motivi dell¿enorme divario”

Sanità – Bigon (PD): “Vaccino contro il Papilloma virus, Ulss Scaligera in forte ritardo rispetto alle altre Aziende. La Regione spieghi i motivi dell¿enorme divario”

(Arv) Venezia, 4 ott. 2019   –  “Sulle vaccinazioni contro il Papilloma virus, l’Ulss Scaligera è in ritardo, almeno per le ragazze nate nel 2005 e 2006. Il distacco da altre realtà, come quella del Veneto Orientale o delle Dolomiti, supera i cinquanta punti percentuali; quali sono i motivi di una differenza così marcata? L’età adolescenziale è il momento più opportuno affinché il vaccino abbia la massima efficacia, perciò i numeri dovrebbero essere ben diversi”.

Lo denuncia la consigliera regionale del Partito Democratico, Anna Maria Bigon, che informa “ho presentato in merito una Interrogazione a risposta scritta, sottoscritta anche dai colleghi Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Andrea Zanoni, nonché da Cristina Guarda della lista Civica per il Veneto”.

“Ci sono differenze davvero enormi, inspiegabili, per la coorte delle nate nel 2005 e nel 2006, sia nelle tempistiche della campagna di vaccinazione che nel tasso di copertura – sottolinea l’esponente Dem –  Due mesi fa, la Regione ha ‘dichiarato guerra’ al Papilloma virus, ampliando l’offerta gratuita proprio nel Veronese; vorremmo sapere se ci sono stati dei riscontri. Dal report ‘Attività vaccinale 2018’ , aggiornato al 31 dicembre, emerge come per la coorte 2006, l’Ulss Scaligera sia nettamente in coda a livello di copertura, appena il 24% contro il 78,5% dell’Azienda Dolomiti che, insieme ad altre cinque Ulss, supera ampiamente il 70%”.

“La situazione sicuramente migliorerà quando sarà completato l’invio degli inviti – continua la consigliera regionale –  ma non sappiamo di quanto sarà ridotto il divario. Il quadro non è troppo diverso per il 2005: la Scaligera è ultima sia per le prime dosi che per il ciclo completo, rispettivamente 63,8% e 56,8%, oltre venti punti in meno in confronto a Veneto Orientale e Dolomiti”.

“L’attività di prevenzione dovrebbe essere uniforme su tutto il territorio – conclude Anna Maria Bigon –  perciò vogliamo conoscere le ragioni di uno scarto così ampio e se siano state messe in campo, nel corso del 2019, azioni per permettere un allineamento alla copertura media regionale”.

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(Consiglio Veneto)

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