Sanità – Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): “Presunte frodi ai danni della Sanità veneta. Quando si privatizza la Salute, il rischio è questo”

Sanità – Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): “Presunte frodi ai danni della Sanità veneta. Quando si privatizza la Salute, il rischio è questo”

(Arv) Venezia 24 ott. 2019 –    “Abbiamo presentato una Interrogazione per chiedere alla Giunta Zaia quali siano stati gli accreditamenti istituzionali rilasciati a favore delle strutture in gestione alla Sereni Orizzonti s.r.l. e quali controlli siano stati effettuati sugli accreditamenti stessi, ai sensi della L.R. 16 agosto 2002, n. 22, ‘Autorizzazione e accreditamento delle Strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali’, nonché sulla regolare esecuzione delle convenzioni eventualmente stipulate da ciascuna ULSS con la società attiva nel settore dell’assistenza per anziani. E vogliamo anche sapere se la Regione del Veneto si costituirà parte civile nell’eventuale processo che scaturirà dalle indagini in corso”.

Ne danno notizia i consiglieri regionali del Coordinamento Veneto 2020, Piero Ruzzante, Patrizia Bartelle e Cristina Guarda, che parlano di “presunte frodi ai danni della sanità veneta. Chiediamo pertanto alla Regione e dunque alla Giunta Zaia quali verifiche siano state disposte. Ci preoccupa infatti molto apprendere dell’arresto di nove persone eseguito dalle Fiamme Gialle di Udine, assieme a perquisizioni e sequestri per 10 milioni di euro nell’ambito di un procedimento per truffa aggravata in materia di spesa socio-sanitaria ai danni dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia”.

“L’ipotesi è quella di una truffa milionaria ai danni dei bilanci di varie regioni italiane, tra cui il Veneto – spiegano i consiglieri –  la società indagata avrebbe beneficiato di contributi pubblici per 10 milioni di euro, somme indebitamente ricevute, secondo la ricostruzione degli inquirenti, in quanto la società avrebbe presentato alle Aziende Sanitarie delle rendicontazioni non veritiere rispetto ai servizi erogati”.

“Le parole della Guardia di Finanza sono illuminanti – continuano i consiglieri regionali – viene ipotizzato che le persone arrestate, per massimizzare i profitti d’impresa, comprimessero al massimo il costo del personale di servizio impiegato ed erogassero prestazioni diverse per quantità e qualità rispetto agli standard normativamente e contrattualmente previsti, determinando così una minore assistenza ad anziani e minori, anche a rischio di pregiudicarne il benessere e la salute”.

“Ecco una fotografia di cosa può diventare la Sanità quando il profitto privato viene messo prima della Salute pubblica – concludono Piero Ruzzante, Patrizia Bartelle e Cristina Guarda –  Notizie come questa ci mettono di fronte a uno dei tanti rischi che la privatizzazione strisciante comporta, cosa che noi denunciamo da anni”.

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(Consiglio Veneto)

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