Bilancio 2020/2022 – “Le proposte del Partito Democratico per sostenere la lotta ai cambiamenti climatici, Erp, Sociale e agricoltura”

Bilancio 2020/2022 – “Le proposte del Partito Democratico per sostenere la lotta ai cambiamenti climatici, Erp, Sociale e agricoltura”

(Arv) Venezia, 11 nov. 2019   –  “Contrasto ai cambiamenti climatici, edilizia residenziale pubblica, sociale e sostegno all’agricoltura: questi i settori su cui riteniamo prioritario intervenire con appositi emendamenti alla manovra regionale di bilancio”.

Lo annuncia il Capogruppo Dem a palazzo Ferro Fini, Stefano Fracasso, nel corso di una conferenza stampa a margine dei lavori del Consiglio Regionale su Collegato e Bilancio.

“Chiariamo subito una cosa – esordisce Fracasso – non è un problema di risorse, che si possono benissimo trovare, o ricorrendo all’indebitamento o ridistribuendo la ricchezza, tramite l’istituzione di una Addizionale Irpef per redditi sopra i 75 mila euro; è solo un problema di scelte politiche che la Regione Veneto può fare, o non fare, per dare risposte convincenti alle nostre famiglie in difficoltà, agli anziani, ai disabili, ai nostri giovani”.

Per Graziano Azzalin, Correlatore in aula consiliare sulla Legge di Stabilità regionale 2020 e sul Bilancio di previsione 2020/2022, “la Giunta Zaia manca totalmente di una visione politica e ha commesso il gravissimo errore di agganciare le Politiche di bilancio a un futuro indefinito legato all’autonomia, provocando uno stallo totale degli interventi, a nocumento dei cittadini.  Inoltre, Zaia sembra avere una vera e propria ossessione per il Veneto ‘tax free’, ma così non si affrontano e non si vincono le sfide sul Sociale, sui cambiamenti climatici e per assicurare la difesa idrogeologica dei nostri territori fragili. Proprio in questi giorni ricorre il triste anniversario dell’alluvione che ha messo in ginocchio il Veneto nel 2010, ma da allora sono stati azzerati i fondi per garantire le necessarie manutenzioni, i Consorzi di Bonifica non hanno risorse sufficienti e non sono stati stanziati soldi per difendere le nostre lagune. Per non parlare dei gravissimi danni inferti all’agricoltura dalla cimice asiatica, anch’essa collegata ai cambiamenti climatici, che hanno colpito i nostri frutteti, una delle produzioni più innovative e all’avanguardia, con importanti riflessi sull’export. Ma evidentemente per queste emergenze non si riescono proprio a trovare le risorse, al contrario di quanto accade per le piste da bob…”.

“Siamo tra le peggiori regioni nella classifica relativa al contrasto dei cambiamenti climatici – denuncia Andrea Zanoni, Vice Presidente della Commissione consiliare Ambiente – Dal bilancio si evince chiaramente come manchi una strategia regionale in materia ambientale, nonostante l’appello, lanciato da un pool di 11 mila scienziati sulla rivista Bioscience, a porre in essere con urgenza azioni adeguate per contrastare i cambiamenti climatici. Con i nostri emendamenti, chiediamo investimenti sulle fonti rinnovabili, a sostegno della biodiversità, per la piantumazione di 5 milioni di alberi, per diminuire drasticamente le emissioni nell’aria di CO2, per dotarci di un Piano straordinario di monitoraggio dei rifiuti. Vogliamo tutelare l’apicoltura, la fauna selvatica, contrastare il bracconaggio. Sollecitiamo tutti questi interventi, che sono necessari affinché il Veneto possa rientrare nell’ambito dei parametri fissati dai 17 obiettivi delineati dall’Agenda 2030 dell’ONU”.

Il Vice Presidente del Consiglio Regionale, Bruno Pigozzo, chiede “un maggiore sostegno agli affitti degli alloggi popolari, dato che il 90 percento dei provvedimenti di sfratto è dovuto proprio alla morosità degli inquilini”.

Francesca Zottis ritiene prioritario “stanziare risorse per costruire nuovi asili nido, dato che i dati su questo versante sono assolutamente impietosi: a fronte di 30 mila domande accolte, ammontano invece a 90 mila gli esclusi per mancanza di posti. Le nostre famiglie sono così costrette a un esborso di circa 2200 euro l’anno, a fronte di una media nazionale che si attesta a 1877 euro. Dobbiamo investire sulle politiche familiari e di genere, per aiutare le donne a realizzarsi nel mondo del lavoro”.

Anna Maria Bigon denuncia “la mancanza di medici, e sono scoperti soprattutto i servizi territoriali. La Regione deve assicurare maggiori Borse di Studio agli specializzandi e investire di più per la prevenzione, nonché in campagne informative per incentivare le vaccinazioni gratuite”.

“Ricordo che lo stesso Governatore Zaia, presentando il Defr, aveva aperto a una possibile tassazione per sostenere il Sociale, e allora noi lo abbiamo ascoltato, presentando emendamenti per potenziare il welfare e sostenere il modello di integrazione socio – sanitaria, ora in forte crisi, ma che anni fa rappresentava un nostro motivo di vanto”, sottolinea la consigliera Orietta Salemi.

Per Claudio Sinigaglia: “La Giunta Zaia è incapace di affrontare i problemi più importanti, come quello rappresentato dal forte squilibrio demografico in atto, con sempre meno nascite a fronte di una popolazione anziana in aumento. Dobbiamo quindi investire negli asili nido e nelle politiche per la natalità, a favore delle giovani coppie, nel settore dell’edilizia residenziale pubblica. Solo così potremo offrire risposte all’altezza delle necessità e delle aspettative dei cittadini veneti. Ma in realtà stiamo assistendo a un totale fallimento delle politiche regionali, mancano risorse sufficienti: così non si assicura certo la giustizia e l’omogeneità sociale, ma si mettono in ginocchio le famiglie più povere e anche il ceto medio. Ma Zaia è amico dei ricchi e questo ormai lo abbiamo capito bene”.

“Nello specifico – conclude Stefano Fracasso – nell’arco temporale del triennio 2020/2022, proponiamo stanziamenti pari a 164 milioni di euro per contrastare i cambiamenti climatici, per la riqualificazione energetica degli alloggi Erp e delle nostre scuole, per incentivare la rottamazione delle vecchie auto e del parco- autobus pubblici, favorendo il passaggio alla mobilità elettrica, per l’acquisto di stufe a basso impatto, di mezzi TPL elettrici, per aumentare il numero di Colonnine di Ricarica. Proponiamo di investire 60 milioni per l’acquisto di nuovi alloggi Erp e per la demolizione e ricostruzione di quelli vetusti; 75 milioni sul Sociale, per aumentare il numero di impegnative e per la costruzione di nuovi centri per aiutare i disabili, per varare con urgenza il Piano triennale per contrastare le dipendenze, per costruire nuovi asilo; 5 milioni, infine, per aiutare i coltivatori veneti ristorandoli, almeno in parte, dei danni subiti a causa della cimice asiatica. Sono risorse, ripeto, che si possono trovare benissimo, o tramite l’indebitamento o con mirate addizionali Irpef, basta solo volerlo. I cittadini veneti attendono fatti concreti, non solo slogan”.

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(Consiglio Veneto)

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