Alloggi universitari – Salemi (PD): “Comune Verona e Regione collaborino per una città più accogliente. Grave che quasi un fuori sede su due si rivolga al mercato privato”

Alloggi universitari – Salemi (PD): “Comune Verona e Regione collaborino per una città più accogliente. Grave che quasi un fuori sede su due si rivolga al mercato privato”

(Arv) Venezia 4 dic. 2019 –      “L’eccellenza dell’offerta formativa non basta per attrarre a Verona studenti universitari, è tutto il contesto che garantisce attrattività, a cominciare dai servizi per il diritto allo studio. Per questo, il ruolo delle Istituzioni è fondamentale. Comune scaligero e Regione devono collaborare per una città più accogliente. Trovo infatti grave che quasi un fuori sede su due si rivolga al mercato privato. Investire sulla conoscenza significa far crescere il sistema economico e produttivo del territorio”.

Le parole sono della consigliera regionale del Partito Democratico, Orietta Salemi, che ricorda come “il Veneto per capacità attrattiva di capitale umano si trova all’undicesimo posto in Italia. Comune di Verona e Regione condividano una strategia, perché la risposta alla carenza di alloggi non può arrivare dal privato. A Verona si registra una emergenza degli affitti per gli universitari. L’Esu, per l’anno accademico 2018/19, è riuscita a soddisfare appena il 43% delle richieste, 443 su 1029. A Venezia, per fare un esempio, tutti gli studenti che hanno presentato la domanda per il concorso alloggio e sono risultati idonei, 516, hanno ottenuto il posto letto. E uno degli obiettivi dell’Azienda Universitaria è quello di potenziare il numero per soddisfare la domanda crescente”.

“Non investire sulla conoscenza è una scelta miope perché impedisce di innescare un meccanismo virtuoso con ricadute positive sulla città – spiega la Vice Presidente del Gruppo Dem a palazzo Ferro Fini – Comune di Verona e Regione si confrontino, ma serve un Piano di interventi di sistema per garantire il diritto allo studio con una programmazione almeno triennale. Il Veneto ha quasi 10 mila immatricolati e 44 mila iscritti in meno dell’Emilia Romagna, secondo i numeri dell’anno accademico 2017/18. Confrontando, inoltre, i dati sulla mobilità in ingresso e in uscita, che attestano di fatto il grado di attrattività del territorio, il Veneto è undicesimo in Italia e ha un saldo negativo. In testa c’è, ancora una volta, l’Emilia Romagna, che ha caratteristiche demografiche affini alle nostre ma che, tra l’altro, riesce a coprire il 100% delle borse di studio per gli idonei”.

“L’intero sistema di servizi che un territorio può garantire insieme all’Ateneo rappresenta un fattore importante per attrarre, in una determinata area, capitale umano di qualità – aggiunge la consigliera regionale – Investire sulla conoscenza significa favorire la competitività e la crescita del sistema economico produttivo di un territorio e l’accoglienza è una precondizione”.

“E’ inaccettabile – conclude Orietta Salemi – che quasi uno studente fuori sede su due debba rivolgersi al privato, che non è certamente il mercato più idoneo per coprire questo tipo di domanda”.

 

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(Consiglio Veneto)

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