Sanità e sociale – Sinigaglia e Fracasso (PD): “La riforma del 2016 è stata un fallimento: la riduzione delle Ulss e l’accentramento di Azienda Zero hanno allontanato i servizi dai cittadini”

Sanità e sociale – Sinigaglia e Fracasso (PD): “La riforma del 2016 è stata un fallimento: la riduzione delle Ulss e l’accentramento di Azienda Zero hanno allontanato i servizi dai cittadini”

(Arv) Venezia, 23 gen. 2020 – “La riforma sanitaria con la riduzione delle Ulss e la nascita dell’Azienda Zero è stata un fallimento, con un accentramento mai visto e un progressivo abbandono del territorio. Per i cittadini i servizi sono diventati più lontani: più distanti geograficamente, più distanti nei tempi di accesso”. A dirlo sono il Consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia e il Capogruppo Stefano Fracasso che oggi a Padova hanno presentato le Proposte di programma su sanità e sociale del PD “insieme al segretario regionale Alessandro Bisato, al coordinatore del gruppo strategico dem sulla sanità Claudio Beltramello e ai componenti del gruppo Margherita Miotto e Cristiano Samueli. I problemi sono sotto gli occhi di tutti – continuano gli esponenti del PD – nonostante la propaganda di Zaia. La riduzione delle Ulss ha portato a una concentrazione di attività negli hub, indebolendo gli ospedali periferici che sono in difficoltà per la mancanza di personale. I medici scappano nel privato, non solo per una questione economica, ma perché sono stressati. E la carenza non riguarda solo i medici ospedalieri, basti pensare alla mancanza di psichiatri, educatori, infermieri per l’assistenza domiciliare o educatori sul territorio. Zaia nelle ultime settimane ha più volte celebrato le aperture serali, festive e prefestive. Ma i numeri raccontano una storia diversa: appena 136mila prestazioni che riguardano esclusivamente la diagnostica di immagine con 315 mammografie serali e 299 Tac nei giorni festivi, poche rispetto ai più di 4 milioni di prestazioni di diagnostica fatte in orario normale. I cittadini ormai saltano a piè pari il servizio pubblico e si rivolgono direttamente al privato. Altra nota particolarmente critica è quella delle liste di attesa: continuano a gonfiarsi, il sistema del ‘galleggiamento’ alla fine non risolve niente e spinge gli utenti a rivolgersi al privato. Utenti che troppo spesso si vedono indicare ambulatori a 50 chilometri di distanza per una visita specialistica”.

Dal PD arriva l’attacco anche sulle Medicine di gruppo integrate: “Dovevano essere la grande novità per affrontare la cronicità sul territorio: annunciate in 300, ne sono state attivate appena 75, di cui 18 ex novo. È un modello che nei fatti è stato abbandonato, preferendo appaltare servizi a strutture private. Tra gli altri punti delicati, c’è anche Psichiatria: viene riservato appena il 3% del bilancio, anziché il 5%, una delle percentuali più basse d’Italia”.

“Per quanto riguarda le proposte – spiegano gli esponenti dem – è necessario riavvicinare il servizio al cittadino, renderlo più accessibile e più tempestivo, riportare al centro l’integrazione sociosanitaria che ha sempre caratterizzato il modello veneto, ridando forza al ruolo dei sindaci. Ma, soprattutto, è indispensabile mettere nuovamente al centro il territorio: distretti, attivazione di tutte le strutture intermedie e delle medicine di gruppo integrate, investimento di personale e attrezzature sugli ospedali spoke. Crediamo sia indispensabile attivare un Piano straordinario di assistenza domiciliare per ogni Ulss. C’è poi il fronte della prevenzione, dove è necessario agire a 360 gradi; dall’ambiente di vita e di lavoro fino alle dipendenze, che siano da droga o da alcool fino alla ludopatia. Intendiamo destinare alla prevenzione, ogni anno, una somma non inferiore al 5% del Fondo sanitario regionale. Infine, da subito riforma delle Ipab con garanzia della quota sanitaria a tutti i non autosufficienti: la stiamo aspettando da quasi vent’anni, terminerà un’altra legislatura con ‘l’eccellente Veneto’ ancora inadempiente. E mentre le famiglie costrette a pagare rate salatissime si disperano, i privati ringraziano e si sfregano le mani”.

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(Consiglio Veneto)

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