“Casa con papà”: firmato un protocollo d’intesa per un progetto a favore di padri separati in difficoltà. Per l’Amministrazione comunale l’assessore alla Coesione sociale

L’assessore alla Coesione sociale ha firmato stamattina, nella sede di Ipav, Istituzioni pubbliche di Assistenza veneziane, a Palazzo Contarini del Bovolo, un accordo operativo che coinvolge il Comune Venezia, Ipav e Associazione nazionale Padri separati per l’individuazione e la gestione di due appartamenti in via Costa a Mestre a favore dei papà in difficoltà dopo una separazione. Obiettivo principale: garantire ” il diritto ad una casa e il diritto dei figli minori a mantenere un rapporto stabile e continuativo con entrambi i genitori”.

Gli immobili, di cui è proprietaria Ipav, saranno concessi in comodato d’uso gratuito per 3 anni (rinnovabili) all’Associazione nazionale Padri separati che, a sua volta, darà vita al progetto “Casa con papà” per garantire al padre separato di superare la fase “critica” post separazione,  prevenendo così il rischio di isolamento e di impoverimento. L’intesa riguarda cittadini residenti nel territorio comunale che potranno essere segnalati anche dal personale dei Servizi sociali comunali e che saranno solamente chiamati a compartecipare alle spese vive durante il periodo di accoglienza presso tale soluzione abitativa (della durata di 6 mesi, di norma).
Il documento è stato firmato, oltre che dall’assessore alla Coesione sociale, anche dal presidente di Ipav, Luigi Polesel, e Tiziana Franchi, presidente dell’associazione Padri Separati.

“Lo scopo dell’iniziativa è aiutare e assistere i padri che, a seguito di una sentenza di separazione, possono trovarsi in un improvviso stato di difficoltà  – ha dichiarato l’assessore alla Coesione sociale – Pur a fronte di uno stipendio, gran parte della disponibilità economica spesso è diretta a coprire tutti gli adempimenti che lo status di ‘padre separato’ comporta e, tra le difficoltà maggiori, in molti casi emerge proprio l’impossibilità di far fronte al pagamento di un affitto privato. Questo è un problema che a livello nazionale non ha ancora trovato soluzioni giuste e nei sistemi di Welfare è un buco nero che pesa molto”. Da qui la decisione di adottare il protocollo, come prima soluzione: “Senza avere la pretesa di esaurire il ventaglio dei problemi, abbiamo deciso di partire proprio dal problema della residenza – ha spiegato l’assessore – Grazie al coinvolgimento di Ipav, da aprile, saranno operative due case arredate e composte ciascuna da due camere, due servizi igienici, un salotto e una cucina dove troveranno ospitalità fino a quattro padri separati che potranno accogliere anche i rispettivi figli. Per la gestione del servizio abbiamo deciso di coinvolgere l’Associazione nazionale padri separati, che ha la necessaria esperienza e competenza per la gestione del servizio”. Sul ruolo del Comune di Venezia l’assessore ha poi aggiunto: “La nostra sarà una funzione importante perché ai padri che saranno ospitati nelle due case sarà messa a disposizione l’intera rete di servizi comunali. Al di là dell’aspetto residenziale, che è la prima risposta che diamo – ha concluso l’assessore – svilupperemo un percorso di rafforzamento dei dispositivi di aiuto, con un monitoraggio periodico, che avranno lo scopo di accompagnare le persone verso una situazione migliorativa.  Non si tratta quindi di un’iniziativa estemporanea, ma si inserisce pienamente in quel ventaglio di servizi di rete che il Comune ha messo in piedi in questi anni”.

(Comune di Venezia)

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