Partecipate – Scarabel (M5S): “Multiutility venete, la politica del ‘paroni a casetta nostra’ ha impedito fusioni strategiche, una scelta vergognosa”

Partecipate – Scarabel (M5S): “Multiutility venete, la politica del ‘paroni a casetta nostra’ ha impedito fusioni strategiche, una scelta vergognosa”

(Arv) Venezia, 13 feb. 2020  –  “Un altro bel record di chi governa la regione da dieci anni a suon di ‘paroni a casa nostra’: in questi mesi, osserva balbettando, o voltandosi dall’altra parte, alle scorribande dei colossi dell’energia lombardi ed emiliani che si comprano per due soldi i gioiellini del nostro mercato regionale. Non proprio robetta: la stampa ci ricorda che il Veneto è la prima regione per consumi energetici industriali e quarta per quelli domestici”. Così il Consigliere regionale Simone Scarabel (Movimento 5 Stelle) che in una nota osserva: “Difficile non notare la contraddizione tra la richiesta di autonomia da Roma, ‘la madre di tutte le battaglie’ che anche noi come Veneti abbiamo sempre sostenuto, e la cessione di sovranità ad aziende che hanno cuore e cervello fuori dal Veneto”.

“Lo dice pure il Presidente di Save e Finint Enrico Marchi, non certo un grillino, il quale – continua il Consigliere – sottolinea che la missione dell’azionariato pubblico non dovrebbe essere quella di speculare finanziariamente, ma di creare solidità al servizio dei cittadini. Si potrebbe dire: da che pulpito, ma su questo ha ragione. Le partecipate, le aziende energetiche locali, sono state considerate fabbriche di incarichi d’oro, assunzioni di comodo e relativi bacini di consenso. Le divisioni politiche hanno preferito continuare a gestire il piccolo feudo invece di guardare al vero interesse dei cittadini, e ora ne paghiamo le conseguenze regalando ad altri i nostri “gioielli di famiglia”. Cosa si sarebbe dovuto fare? Semplice: invece che distribuire incarichi agli amici di partito e dividendi per aiutare le campagne elettorali sia a destra che a sinistra, si doveva investire in innovazione portando la fibra ottica fin nel più piccolo comune, investire già da anni nelle energie rinnovabili e alternative, rinunciare ai piccoli poteri locali per costruire una realtà energetica regionale. Altrove è stato fatto e adesso è proprio da là che arriva la scalata”.

“Forse – conclude Scarabel – riusciranno ancora per qualche anno a prendere in giro i veneti, facendo finta di non vedere o parlando sempre degli immigrati, ma prima o poi i nodi verranno al pettine e qualcuno si ricorderà chi c’era al governo negli anni in cui si potava fare qualcosa. Nel frattempo possiamo vantarci della pedemontana, l’autostrada più cara della storia: quella che porterà i guadagni miliardari fuori dal veneto, sulle tasche nostre e dei nostri figli”.

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(Consiglio Veneto)

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