CORONAVIRUS: COLDIRETTI VENETO, PROROGATI I PERMESSI LAVORO A STRANIERI. SALVA LA CAMPAGNA DI RACCOLTA DI ASPARAGI E FRAGOLE

CORONAVIRUS: COLDIRETTI VENETO, PROROGATI I PERMESSI LAVORO A STRANIERI. SALVA LA CAMPAGNA DI RACCOLTA DI ASPARAGI E FRAGOLE

CORONAVIRUS: COLDIRETTI VENETO, PROROGATI I PERMESSI LAVORO A STRANIERI

SALVA LA CAMPAGNA DI RACCOLTA DI ASPARAGI E FRAGOLE

 

24 marzo 2020 – L’annuncio della proroga del permesso di  soggiorno per lavoro stagionale, coinvolge un settore che in Veneto conta mediamente circa 70.000 lavoratori. Con questo provvedimento le imprese potranno quindi continuare ad  impiegare  i lavoratori  stranieri, il cui permesso era in scadenza, nella prossima campagna di raccolta di asparagi, insalata e fragole in Veneto. Coldiretti rende noto che secondo la circolare del Ministero degli Interni tutti i permessi sono stati posticipati fino al 15 giugno. Si tratta di quelli in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile ai sensi dell’articolo 103 comma 2 del D.L. 18. Una esigenza che – sottolinea la Coldiretti – è stata resa piu’ urgente dal caldo inverno che ha anticipato la maturazione delle primizie proprio nel momento in cui la chiusura della frontiere per l’emergenza sanitaria ha fermato l’arrivo nei campi italiane di lavoratori dall’estero.

La comunità di lavoratori più presente a livello regionale è formata da  rumeni 14mila, 7mila nordafricani, 4mila indiani, 2mila polacchi. “Unità lavorative necessarie per i campi di ortaggi e frutta e per la cura degli animali in particolar modo” – precisa Coldiretti Veneto.

E’ ora necessaria pero’ –ricorda l’Associazione – una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne. I voucher erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 proprio in agricoltura con la vendemmia per le peculiarità dell’offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi quello dei campi – sottolinea la Coldiretti – è stata l’unico settore rimasto legato all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito) e gli accresciuti appesantimenti burocratici che ne hanno limitato l’utilizzo e per questo ora in una situazione di emergenza vanno eliminati. Il momento attuale – conclude la Coldiretti – rende necessaria una radicale semplificazione per favorire la diffusione di uno strumento con importanti effetti sull’economia e il lavoro e che si era dimostrato valido nel favorire l’occupazione e l’emersione del sommerso.

(Coldiretti Rovigo)

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