Coronavirus – Ciambetti: “Dopo i Länder tedeschi anche Scozia, Galles e Irlanda del Nord rivendicano autonomia per la fase 2: la strategia regionale è la più razionale possibile”

Coronavirus – Ciambetti: “Dopo i Länder tedeschi anche Scozia, Galles e Irlanda del Nord rivendicano autonomia per la fase 2: la strategia regionale è la più razionale possibile”

(Arv) Venezia 13 mag. 2020 –    “Dopo i Länder tedeschi anche Scozia, Galles e l’Ulster britannico rivendicano autonomia nella gestione dell’emergenza Covid-19: da ultimo è stato il governo dell’Irlanda del Nord a rispingere il piano  ‘four nations’  di Boris Johnson rivendicando il diritto a seguire una propria strategia”. Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto e vicepresidente a Bruxelles  del Comitato Europeo delle Regioni, organismo consultivo della Commissione europea e dell’UE, segnala come “alla base del dinamismo delle regioni tedesche e delle singole nazioni britanniche – spiega Ciambetti –  credo ci sia la coscienza della necessità di una exit-strategy  ritagliata su misura per ciascuna realtà, sulla base delle singole esigenze che non sempre possono trovare un sintesi unitaria nei piani dei  governi centrali. L’esempio tedesco e britannico è di estremo interesse: non possiamo dire che l’atteggiamento dei Länder derivi da una forte critica ad Angela Merkel per la gestione autorevole ed efficiente dell’emergenza che la Cancelliera ha assicurato alla nazione tedesca, anzi, mentre potrebbe essere plausibile l’estrema cautela di Edimburgo, Cardiff e Belfast verso Londra e  la gestione dell’emergenza soprattutto dopo gli ultimi dati sulla mortalità del coronavirus che, stando al Guardian,   vede  almeno 35.044 morti  in Inghilterra e Galles alla data del 9 maggio ai quali vanno aggiunti altri 5 mila decessi tra Scozia e Ulster britannico. Secondo la Bbc   se si guarda ai ‘morti in eccesso’ rispetto alla media si arriva a oltre 50mila decessi: il Regno Unito dunque è secondo solo agli Usa. Da una parte la Germania, cioè la realtà dove lo stato ha dato una risposta efficiente, dall’altro il Regno Unito in cui non sono mancati errori. In entrambe i casi, però, le singole componenti regionali o nazionali rivendicano ora maggiore autonomia con una gestione adattata alla realtà locale.  L’approccio regionale è il più razionale e il più tempestivo, tale da permettere anche eventualmente un ripristino immediato di restrizioni sanitarie nel caso in cui si verificassero recrudescenze dell’epidemia, cosa non impossibile, anche se non auspicabile, soprattutto se proiettata al prossimo autunno. Ma è anche vero che le diverse economie determinano diverse tempistiche e soprattutto pretendono approcci mirati che gli stati centrali non possono garantire”

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(Consiglio Veneto)

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