“Parlarne tra amici” e “Persone Normali”

L’irlandese Sally Rooney e i suoi romanzi, Parlarne tra amici e Persone normali sono tornati alla ribalta in queste settimane grazie all’uscita della serie tv Normal People, tratta appunto dal suo secondo romanzo.

Parlare di questi romanzi non è facile. Hanno avuto e hanno tuttora un grandissimo successo a livello internazionale, tanto da essere descritti come un caso letterario, e hanno fatto guadagnare alla giovane scrittrice l’epiteto «Salinger della generazione Snapchat». E dopo aver letto entrambe le opere, posso dire di capire il perchè di tanto successo (e ammetto, forse anche vergognandomene un po’, che queste storie mi hanno appassionato ben più di quanto non abbia fatto Il giovane Holden a suo tempo).

Persone normali è stato per me uno di quei libri che ti prendono, ti riempiono la testa ed esigono di essere divorati nel minor tempo possibile, a costo di rimanere svegli fino all’alba. Uno di quei libri che, quando finisci, lasciano un grande vuoto e ti fanno piombare dritto dritto nel blocco del lettore. Non sei più davvero capace di leggere altro. E Parlarne tra amici lo ha seguito a ruota.

Non è semplice mettere a fuoco cosa di questi romanzi sia così intrigante.

Partiamo da Persone Normali. La trama è quasi banale, parla di un amore adolescenziale e complicato tra Marianne e Connell. I due continuano a lasciarsi e a ritrovarsi, in un continuo e lacerante gioco di incomprensioni.

Parlarne tra amici, che in realtà è il primo romanzo di Rooney, racconta di Frances e Bobbi, due emancipate studentesse universitarie di Dublino, e di Nick e Melissa, lui attore, lei scrittrice, una coppia trentenne moderna e alla moda. I quattro diventano amici, frequentano il mondo culturale dublinese insieme, vanno in vacanza insieme. Frances e Nick cominciano però una complicata relazione. All’inizio pare essere solo sesso, ma in realtà si rivela piena di implicazioni sentimentali per tutti e quattro.

Potrebbero essere storie raccontate in qualsiasi romanzo rosa. Ma è il modo in cui Rooney riesce a dare forma ai personaggi che rende la storia così ammaliante. Non si può fare a meno di immedesimarsi in loro, di sentirli vicini con tutti i loro problemi, che però alla fine sono problemi insignificanti, problemi di persone normali. Forse proprio per questo riescono ad aderire al lettore, ad attaccarsi come una seconda pelle.

Non so come potrebbe essere leggere questi romanzi a trenta, quaranta o cinquant’anni. Leggerli a venti è una ventata di aria fresca. Vuoi perché i protagonisti hanno la mia età e quindi le esperienze che fanno sono più o meno quelle che mi ritrovo a vivere anche io, vuoi perchè la confusione esistenziale in cui si trovano è la stessa che pervade qualsiasi ventenne: leggendo questi libri mi sono sentita letteralmente catapultata in una vita parallela.

Ma l’aspetto che mi ha più colpito e fatto riflettere è il modo in cui viene rappresentato l’amore. In entrambi i libri l’amore è il sentimento centrale, sull’amore si basano tutte le vicende. Eppure non prende mai il sopravvento sui personaggi. Sono amori pacati e leggeri, non idilliaci, non romanzeschi. Reali.

Marianne e Connell, Frances e Nick, amano sì in maniera assoluta l’altro, e ci sono dei momenti in cui pensano che l’altro sia tutto, che non possa esserci nulla al di fuori dell’amato o dell’amata. Sono gelosi e possessivi, piangono e urlano quando rimangono delusi. Ma sono solo momenti passeggeri, poi tutto si risolve in un vago senso di spaesamento, anche quando l’amore finisce per un motivo o per l’altro. Credo che sia questo il grande messaggio che Rooney ci lascia tra le righe: l’amore va, viene, si ferma e poi passa, come le nuvole di De Andrè. Ma non si muore per amore, e la vita è bella ugualmente anche se non viviamo passionali storie romantiche.

Sally Rooney ci dà una narrazione alternativa delle relazioni, a mio avviso cruciale e rivoluzionaria, almeno per la nostra generazione. Siamo cresciuti con il pericolosissimo mito dell’amore romantico, con l’idea che quando si trova l’anima gemella si starà insieme per sempre; convinzione che ci porta poi ad amori talvolta morbosi e opprimenti, a fare di tutto perché non finiscano anche quando ci fanno soffrire, a non essere più capaci di stare bene con noi stessi. Queste storie ci mostrano che nella realtà non è così, che l’amore per essere autentico non dev’essere per forza questione di vita o di morte.

Parlarne tra amici e Persone Normali ci insegnano a «sviluppare un modello alternativo per amarci”», come dice la stessa Frances, e io credo che sia davvero una boccata d’aria fresca.

Autrice: Sally Rooney, classe 1991, ha studiato al Trinity College e vive tuttora a Dublino. Parlarne tra amici è il suo romanzo d’esordio. Grazie a Persone Normali, con cui ha guadagnato la vetta della classifica del Sunday Times, ha vinto numerosi premi.

Traduttrice: Maurizia Balmelli

Casa editrice: Einaudi

(www.sherwood.it)

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