L’assessore Boraso alla commemorazione del 42esimo anniversario dell’omicidio di Sergio Gori, ex dirigente del Petrolchimico di Marghera

Erano le 7.30 del 29 gennaio 1980 quando il vicedirettore del Petrolchimico di Marghera Sergio Gori, uscendo dalla sua abitazione, fu ucciso in un attentato delle Brigate Rosse. Questa mattina il ricordo del tragico avvenimento con la deposizione di una corona di fiori sulla lapide in sua memoria che si trova in viale Garibaldi, a Mestre, a pochi passi dal luogo dell’omicidio.

A rendergli omaggio, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, l’assessore alla Mobilità Renato Boraso. Davanti al monumento in onore del dirigente presenti anche il presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo Raffaele Pasqualetto, Maria Grazia Silvestri, figlia della compagna di Gori morta anni fa, il tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri Marco Piccoli, comandante del 4^ Battaglione Veneto e Claudio Roiter del Coro delle Cime, rappresentato negli anni scorsi da Serafino Falcon, recentemente scomparso.

“Ieri, a poche centinaia di metri da qui, in via del Rigo è stata posata la prima Pietra d’Inciampo a Mestre in ricordo di Vittorio Bassi, prelevato dalla sua abitazione nel 1943 e deportato ad Auschwitz. Oggi, come ieri, siamo qui per fare memoria e ricordare un altro nostro concittadino, una brava persona e un grande lavoratore barbaramente trucidato senza motivo da persone che hanno spento il senso di libertà e di democrazia in un momento triste della nostra Repubblica – ha detto l’assessore portando i saluti di Barbara Gori, figlia naturale del dirigente – E’ importante essere qui e ricordare, non solo per noi stessi, un periodo che ha segnato la storia della nostra città. Quella degli anni di piombo fu un’escalation tremenda e noi dobbiamo avere la capacità di farci testimoni della verità storica di quei fatti”.

“Oggi siamo qui per ricordare Sergio Gori, vittima di un omicidio accaduto in un momento molto triste della nostra Repubblica e della nostra città – ha aggiunto Pasqualetto – Negli anni ’80 e ’81 Mestre è stata direttamente coinvolta nei tragici fatti di sangue che hanno caratterizzato gli anni di piombo. La Municipalità, così come l’Amministrazione, è sempre stata vicina nel ricordo e promotrice di momenti di riflessione, a Mestre c’è una scuola dell’infanzia intitolata proprio a Gori. Questo, come altri, sono segnali importanti del voler mantenere vivo il ricordo. Non dobbiamo mai stancarci di portare avanti e far conoscere questi fatti per dare valore e senso alla morte dei nostri concittadini”.

(Comune di Venezia)

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