Il mio Inferno. Dante profeta di speranza

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L’obbiettivo dell’esposizione è quello di fare in modo che i giovani si accostino con passione alla lettura della Divina Commedia, trovando in essa una indicazione e un sostegno per la loro crescita integralmente umana

La mostra si avvale di alcuni contributi fondamentali: quelli di Franco Nembrini e di Gabriele Dell’Otto e del lavoro di due studenti dell’Università Cattolica di Milano che ne hanno ideato il percorso.
I commenti e le interpretazioni del prof. Nembrini e le evocative immagini di Dell’Otto costituiscono il filo conduttore di questo itinerario, che viene offerto ad ogni visitatore.

Si tratta di stare davanti ai versi dell’Inferno di Dante con le proprie domande esistenziali aperte, alla ricerca di un senso pieno per la vita. In questo modo Dante diventa profeta di speranza, cioè un interlocutore credibile e contemporaneo, capace con le sue parole e i suoi esempi concreti di porci davanti al nostro desiderio di felicità, per affrontare con speranza e coraggio il “nostro inferno”.  

La novità di questa mostra è rappresentata dalle sue guide: un centinaio di ragazzi del Triennio delle scuole secondarie di secondo grado, tutti a titolo volontario, i quali, grazie all’attività dei PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento), sono stati formati sui contenuti della mostra, per poterla presentare ai propri coetanei.
Il lavoro di questi ragazzi, fatto di lezioni, approfondimenti e tanto studio personale, viene offerto a tutti con passione e competenza.
Perché, come scrive Franco Nembrini: ”Vale la pena fare la fatica di leggere Dante? Vale la pena se si parla con Dante, cioè se si entra nella letteratura con le proprie domande, i propri drammi, il proprio interesse per la vita. Allora, improvvisamente, Dante risponde e parlerà. Parlerà al nostro cuore, alla nostra intelligenza, al nostro desiderio. Un dialogo che una volta cominciato non finirà più”. 

L’esposizione, di oltre 500 metri quadrati, è allestita nei suggestivi spazi del Bastione delle Maddalene.

Scendendo tunnel e cunicoli del bastione, il visitatore attraverserà l’Inferno dantesco immerso in un percorso multisensoriale fatto di proiezioni d’immagini, video e suoni.
La linea di lettura sarà definita dalle domande (anche esistenziali) che alcuni giovani curatori della mostra, accompagnati dal prof. Nembrini, hanno messo in luce e che troveranno nel viaggio dantesco un significativo aiuto. 

Le immagini sono realizzate dall’illustratore della Marvel Gabriele Dell’Otto, già autore per Mondadori, con Franco Nembrini, di una pubblicazione completa della Divina Commedia.

Parte integrante dell’esposizione sarà, in esclusiva per Verona l’opera “El Dante”, una raffigurazione di Dante e Beatrice realizzata dallo scultore Adelfo Galli.

(Comune di Verona)

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