QUINTO APPUNTAMENTO DEL ROAD SHOW DELLA LEGALITA’: IL COMPLESSO MONDO DELLA PESCA AL CENTRO DELL’ATTENZIONE.

QUINTO APPUNTAMENTO DEL ROAD SHOW DELLA LEGALITA’: IL COMPLESSO MONDO DELLA PESCA AL CENTRO DELL’ATTENZIONE.

16 Maggio 2022 – L’agroalimentare è diventato un settore prioritario di investimento della malavita con un business criminale che ha superato i 24,5 miliardi di euro. E’ quanto ha affermato Andrea Colla presidente di  Coldiretti Venezia e membro di giunta della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, in apertura della quinta tappa  de “il road show della legalità nell’agroalimentare” organizzato via webinar dalle due federazioni Coldiretti di Venezia e Rovigo nell’ambito del progetto promosso da Coldiretti, Unioncamere Veneto e la Fondazione Osservatorio Agromafie.

L’incontro di oggi, incentrato sul mondo della pesca fa emergere il Veneto, come ha descritto Alessandro Faccioli responsabile di Impresa Pesca Veneto, sul podio nazionale per numero di addetti occupati nella pesca, acquacoltura e mitilicoltura, e la Marineria di Chioggia come la più grande in Italia, mostrando tuttavia un quadro molto complesso con dei lati ancora oscuri nell’ambito della legalità. Dai pescatori di frodo che utilizzano storditori elettrici o reti che danneggiano l’ecosistema, al surriscaldamento climatico che incide sulla comparsa di specie alloctone che non hanno competitors nel nostro mare Adriatico, unitamente alla minore pescosità del nostro mare che portano all’ inevitabile importazione di pesce estero con relative problematiche di tracciabilità. A delinearne i contorni sono stati i relatori di oggi: Marcello Fracanzani, Consigliere della Corte di Cassazione che ha sottolineato l’importanza della distintività del pescato inteso come cibo e non come merce, soluzione che ci consente di ragionare sulla necessità di riportare legalità nel mondo della pesca non solo per una questione di giustizia ma anche per non incorrere su problematiche di salute. Maggiori controlli servono anche per il rispetto ambientale, ha fatto emergere Michele Mistri Professore di Scienze chimiche Università di Ferrara che si sta occupando con il suo gruppo di ricerca del problema delle microplastiche contenute nei pesci che possono essere veicolate direttamente al consumatore, solo quelle portate dal fiume Po’ sono 145 tonnellate all’anno, senza contare quelle arrivate in mare dalle spiagge, incentivate ancor più dall’aumento considerevole delle mareggiate negli ultimi anni. A parlare di potenziamento dei controlli a salvaguardia della salute dei consumatori è  Clemente di Nuzzo Prefetto di Rovigo, che citando alcune delle più importanti operazioni di contrasto portate a compimento dalle Forze dell’Ordine, dichiara utile l’inasprimento delle sanzioni con delle azioni congiunte supportate dalla comunità civica e produttiva.  Per le attività di controllo sono intervenuti Giuliano Gentilini Capo Servizio Operativo della Capitaneria di Porto, Vincenzo Laganà Tenente Comandante della sezione Unità Navali della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Venezia, Alessandro De Vido Comandante del Gruppo Forestali Ambientali e Agroalimentari di Rovigo che hanno descritto quanto sia importante la sinergia tra i vari organi di controllo capaci di salvaguardare la qualità del pescato, l’ambiente e allo stesso tempo la sicurezza alimentare. Del resto la straordinaria ricchezza dell’agroalimentare veneto deve essere tutelata dal rischio di infiltrazione della criminalità organizzata. Ben vengano le azioni di contrasto efficaci così come i controlli, ma serve di più ha sottolineato Gian Carlo Caselli, storico procuratore antimafia, ora presidente del comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie, – Denuncia e repressione sono indispensabili e funzionano, ma non sono sufficienti, serve una nuova normativa, una nuova legge in questa materia. Va sbloccata la riforma della legislazione sui reati agroalimentari, ferma da anni in Parlamento”.  Le conclusioni sono state affidate a Carlo Salvan presidente della Coldiretti di Rovigo che ricorda l’importante ruolo delle imprese a cui deve essere garantito un giusto riconoscimento del lavoro con un prezzo minimo garantito. Solo operando sul rispetto della tracciabilità e degli accordi di filiera possiamo dare dignità ad un  agroalimentare, che in Italia vale 575 miliardi di euro. “È verissimo quando si dice ‘siamo ciò che mangiamo’ – ha commentato Salvan – e il nostro obiettivo è garantire che il pesce sia sempre vissuto in un buon ambiente, che sia ben conservato, che si conosca la sua provenienza. Ci sono invece molte azioni illegali, tra tentativi di bypassare le norme, se non si arriva alle infiltrazioni mafiose e la crescente contraffazione, va tutto a scapito delle aziende che lavorano legalmente. Abbiamo appreso oggi che la vigilanza è costante a garanzia delle nostre attività e dobbiamo continuare la repressione di quello che non è svolto correttamente. C’è in gioco la nostra distintività, la nostra fatica, la nostra storia. Per questo c’è la necessità di un quadro giuridico più certo e legato alle necessità dei suoi operatori e, come rappresentanza sindacale, ci facciamo interlocutori nelle sedi giuste, anche per chi non può portare la sua voce”. “E’ necessario remare nella stessa direzione per risolvere i problemi del settore ittico- ha affermato Andrea Colla “la collaborazione tra tutti gli attori che operano in questo ambito è determinante per arrivare in un porto sicuro che possa dare nuove traiettorie di futuro ai nostri pescatori”. La platea virtuale era composta da studenti delle scuole di pesca locali, dell’università e ovviamente i pescatori, gli attori principali di questo importante settore, un grande contenitore di eccellenze alimentari, di tradizioni e mestieri storici.

(Coldiretti Veneto)

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