TERRA TREVISANA: IN COPERTINA LA PACE DI KIEV

Il giornale di Coldiretti Treviso inviato a dodicimila aziende agricole della Marca

“La tua azienda è l’opera della tua vita.”

Questo il titolo dell’ultimo numero del periodico di Coldiretti Treviso Terra Trevisana e del primo Forum sulla comunicazione d’impresa agricola che ha visto ospite Vittorio Sgarbi, presidente della fondazione Canova.

Il giornale dell’organizzazione agricola più rappresentativa della Marca viene inviato a più di dodicimila aziende agricole e altre tremila copie vanno a istituzioni e luoghi pubblici. In copertina l’immagine de La Pace di Kiev, opera simbolica del Canova. L’editoriale, firmato dal presidente Giorgio Polegato, riporta, invece, il titolo: La guerra è arrivata a casa nostra.

Guerra. Già questa parola porta con sé tutta una serie di reazioni emotive e genera ovviamente paura e preoccupazioni. Oggi siamo tutti coinvolti in una guerra che si svolge in Ucraina, ma anche nei mercati economici e nei tessuti sociali in cui ci troviamo ad operare e vivere. Non mancano le speculazioni che improvvisamente ci bombardano con aumenti su energia, materie prime, prodotti agricoli che non sono giustificate dal conflitto in essere. E per di più sappiamo che il minare il potere d’acquisto delle famiglie va poi a colpire direttamente le nostre aziende agricole che producono cibo di qualità, garantito, protetto e vero tesoro dell’economia italiana. Eppure la guerra porta con sé altri pericoli per la nostra agricoltura e per le nostre imprese agricole – scrive Polegato –  Voglio sottolineare, prima di addentrarmi nei pericoli che incombono, che la storia di Coldiretti ha già ampiamente dimostrato la propria capacità di trasformare i rischi e le minacce in vere opportunità. Siamo passati dall’essere meri fornitori di materia prima all’industria produttrice di cibo a produttori noi stessi di cibo con un’identità unica che rende la nostra agricoltura unica al mondo. Eppure le dinamiche oggi in atto vogliono far sì che il cibo sia spogliato dai più nobili significati di qualità, di piacere e di senso di relazione. Vogliono bombardare il cibo di prossimità che si basa su una rete di imprese agricole e sociali che rendono la Campagna Amica dei consumatori. Questa guerra sta aprendo la strada al progredire dei progetti di multinazionali, magari appoggiate dalle istituzioni europee, che vogliono la separazione tra cibo e natura, rimuovendo la dimensione culturale, sociale e politica del cibo, rendendolo un affare per pochi. C’è chi vuole un monopolio del cibo a tutti i costi costruito in vere fabbriche, a volte sintetico, proponendo alimenti ultra processati. L’Ue ha dato il via libera a finanziamenti pubblici a soggetti privati per la ricerca su cibo di sintesi e in particolare la carne”. Carne finta, formaggi fatti senza latte, vino in polvere, uova da laboratorio e molto altro sono le proposte che vengono dai giganti del web, della finanza e della big farm. Oligarchie! “Questi pericoli devono farci trovare la forza per reagire. Ecco l’opportunità: rivolgersi alle coscienze dei consumatori che a loro volta potranno reagire a queste aberrazioni – conclude il presidente di Coldiretti Treviso –  Serve alzare il livello della nostra comunicazione come abbiamo fatto per gli ogm. Dobbiamo dar voce ai nostri mercati dei contadini e soprattutto investire nella sostenibilità della nostra proposta agricola dove la nostra campagna può essere l’esempio virtuoso di circolarità e di bioeconomia dove niente è sprecato ma tutto viene valorizzato”.

Treviso, lì 17 maggio 2022. 

(Coldiretti Veneto)

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