A Montebelluna per #FridayforFuture

Il Circolo di Treviso di Legambiente è stato invitato al Friday for Future di venerdì 29 novembre 2019 a Montebelluna.
Qui il testo dell’intervento che Antonio Zandonadi del Circolo ha fatto:

Buongiorno a tutti , mi chiamo Antonio e sono qui in rappresentanza di Legambiente .
Legambiente e una delle più grandi organizzazioni ambientali italiane sulla scena dal 1980 e che basa la sua missione sull’am­bientalismo scientifico.
Siamo organizzati in circoli e la provincia di Treviso ne conta 5.
Ogni circolo ha una propria autonomia e oltre ad organizzare le campagne promosse dal nazionale segue i temi legati al territorio, tra i quali:

il consumo di suolo;

l’ampliamento di un impianto per la lavorazione dell’asfalto situato in una cava;

i danni causati dalla monocultura del prosecco con il relativo impatto dei pesticidi, ricordo che Treviso vanta il più alto rapporto di pesticidi per abitante: 4,6 chili contro una media veneta di 3,4;

gli effetti sulle falde acquifere degli inquinanti che percolano dalle cave piene di rifiuti di qualsiasi tipo, un esempio su tutti Cava Morganella Paese, dove il vantaggio economico di pochi ha causato l’inquinamento delle falde acquifere a nord ovest di Treviso.

Ma Legambiente è anche:

Puliamo il mondo, dove assieme ai volontari cerchiamo di restituire dignità a territori degradati;

Piantumazione di territori per ridurre le emissioni di CO2, a tal proposito segnalo che domani a Spresiano ci sarà il primo evento in tal senso e che proseguirà in altri comuni;

gestione di riserve ambientali e fattorie didattiche;

proiezioni di docufilm con lo scopo di denunciare le malefatte e dare speranza di cambiamento;

Comitati scientifici che analizzano lo stato dell’ambiente, dell’energia, ed elaborano proposte su basi scientifiche, non ideologiche.

Questo è parte di ciò che siamo, che facciamo, ma abbiamo bisogno di tutti, di voi in particolare perché siete la speranza di un futuro sostenibile.
Per farcela, dovremo passare attraverso delle rivoluzioni industriali ed agricole che siano in grado di coniugare sostenibilità economica e sostenibilità ambientale, perché in caso contrario ci ritroveremo ricchi, ma senza un mondo in cui vivere.

E qui dobbiamo saper cogliere l’opportunità che la crisi climatica ci offre, migliorare l’ambiente e creare lavoro dove le giovani generazioni sono protagoniste.
Dobbiamo cambiare il modo di pensare delle generazioni come la mia, non più pensare al possesso dei mezzo di trasporto, ma al diritto alla mobilità, il che vuol dire, fare le stesse cose in modo diverso, libero, flessibile.
Avere sempre in mente che tutti gli argomenti, in ambito ambientale, sociologico, ecologico, climatologico e scientifico sono legati tra loro e non possiamo trattarli singolarmente senza pensare alle loro reciproche interazioni.

Non crediate che i cambiamenti climatici, la desertificazione di vaste aree del sud del mondo e l’immigrazione siano disgiunti.
Desertificazione che, anche se sembra impossibile, riguarda anche il nostro territorio.
Le diseguaglianze sono causa di conflittualità tra popoli diversi e tra categorie economiche diverse.
Ognuno può fare qualcosa, poco o tanto, l’importante è che faccia qualcosa, A volte basta poco l’attenzione per il consumo dell’acqua, dell’energia senza fare sacrifici enormi ma solo guardando un’altra faccia dello stesso prisma.
Un esempio? Molti anni fa ero convinto che andare a lavorare in treno anziché in auto non avrebbe salvato il mondo, un amico del WWF mi disse “tu intanto comincia”, aveva ragione!
Da quel momento, ogni volta che faccio qualcosa, penso a l’impatto che genero sul pianeta. Questo non vuol dire che non si può più fare nulla, ma che ci si assume la responsabilità di ciò che si fa e si cercano alternative sostenibili per soddisfare i nostri bisogni.

In tutto questo noi possiamo svolgere un compito importantissimo che è legato alla sopravvivenza e alla qualità la nostra vita, ma solo se sapremo mettere insieme le conoscenze, l’entusiasmo, la speranza.
Partecipate a Legambiente e a tutte le associazioni ambientaliste, contaminatele con il vostro entusiasmo e fate tesoro dell’esperienza, della conoscenza di chi ha nel cuore la nostra madre terra.
Provate a girare il territorio in cui vivete e capirete l’importanza che ha sulla vostra identità culturale, su chi siete.