58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale: il Padiglione Venezia raggiunge gli 80mila visitatori. Il sindaco Brugnaro: “Una scommessa vinta puntando anche sui giovani artisti di Artefici del nostro tempo”

Il 24 novembre scorso si è chiusa la 58esima edizione della Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia: il Padiglione Venezia ha registrato numeri molto lusinghieri, con 80mila visitatori e tempi d’attesa medi di circa mezz’ora. Questi i dati presentati stamattina dal sindaco Luigi Brugnaro e la curatrice del padiglione, Giovanna Zabotti, durante una conferenza stampa a Ca’ Farsetti.

La formula ideata da Zabotti, di concerto con il direttore artistico Alessandro Gallo e il commissario Maurizio Carlin, presenti all’incontro con i giornalisti, è risultata di forte impatto e attrattiva: per garantire un’esperienza il più intima e innovativa possibile, infatti, hanno potuto visitare il Padiglione al massimo 8 persone per volta, instaurando così un rapporto diretto con la Venezia rappresentata dall’installazione. Soddisfazione anche per i giovani vincitori del concorso “Artefici del nostro tempo”, che hanno esposto le loro opere assieme a quelle di artisti di fama internazionale. Per loro un trampolino di lancio importante, in attesa della secondo bando del concorso, che si allargherà anche alla lavorazione del vetro e garantirà nuovi spazi espositivi, come la galleria di piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa.   

“Una scommessa vinta – ha esordito il sindaco Brugnaro – Vogliamo confermare ancora Giovanna Zabotti come curatrice del Padiglione Venezia, perché la sua dolcezza e capacità di coinvolgimento delle persone sono qualità importanti. Il padiglione ha garantito un valore aggiunto alla Città, e sono comprensibili anche le code all’ingresso. Del resto se desidero ammirare qualcosa di bello è possibile che debba aspettare, tanto più che dopo la visita i giudizi sono stati in grande maggioranza positivi. E’ l’atteggiamento con cui vorremmo amministrare la città anche nei prossimi anni – ha continuato il primo cittadino – con moderazione e senza cadere nelle provocazioni. Dobbiamo dare certezze ai cittadini senza correre dietro ai titoli di giornale. Voglio ringraziare – ha sottolineato – gli sponsor, soprattutto locali, che hanno creduto in questa operazione e hanno deciso di investire sulla città, credendo nel suo futuro. Anche dopo l’acqua alta del 12 novembre scorso i primi a rimboccarsi le maniche sono stati proprio i cittadini, perché Venezia è resiliente. Gli artisti che Giovanna ha portato in laguna hanno proprio ragionato sull’essenza di Venezia, con tutte le sue fragilità – ha concluso Brugnaro – La loro presenza ci ha nobilitati, così come le opere dei giovani artisti vincitori di Artefici del nostro tempo. E’ stato un onore ospitarvi”.

Soddisfazione è stata espressa anche dalla curatrice Giovanna Zabotti: “Abbiamo coinvolto per la realizzazione del progetto circa un centinaio di persone – ha dichiarato – un allestimento importante, con 11 aziende partner. La stampa internazionale ha recensito positivamente l’installazione, ma i feedback più positivi sono giunti dai visitatori, che hanno accettato di farsi coinvolgere in un dialogo intimo con Venezia. Per la maggior parte hanno raccontato di aver vissuto una sensazione piacevole, di ‘essere stati bene’.  Ringrazio tutti, compreso il regista Ferzan Ozpetek, che ha prestato la sua sensibilità e professionalità per confezionare “Venetika”, video che ha caratterizzato la sezione finale del Padiglione. Venezia – ha concluso Zabotti – ancora oggi vive ‘tempi interessanti’, come lo slogan dell’edizione della Biennale che si è appena conclusa. Ha una forza attrattrice e stimolatrice per il mondo dell’arte senza eguali. Con il Padiglione Venezia ho realizzato un mio sogno personale”.  

Parole condivise dal direttore artistico Alessandro Gallo, che ha sottolineato come “sia stato eccezionale realizzare un’installazione temporanea garantendone la fruizione per mesi a tutti. Abbiamo dimostrato come Venezia sia fragile ma al contempo possa contare su una scorza dura, resiliente”.

I diversi artisti che hanno sposato il concept del Padiglione Venezia 2019 si sono espressi in maniera molto eterogenea, sia per le tematiche affrontate, sia per le tipologie di espressione artistica utilizzate. Il risultato finale ha però garantito al visitatore di poter contare su una visione di Venezia a 360 gradi: Sidival Filasi, per esempio, si è occupato di esplorare la spiritualità e la religione in laguna, mentre i Plastique Fantastique, celebre gruppo artistico, hanno allestito una struttura gonfiabile per riprodurre l'”esperienza Venezia”, cui si sono aggiunte “Le Bricole” concepite dal giovane scultore torinese Fabio Viale. Una percezione a tutto tondo, tra l’esposizione olfattiva del maestro profumiere Lorenzo Dante Ferro, e l’opera sonora del compositore greco George Koumentakis, cui si è aggiunto, come detto, il filmato realizzato da Ozpetek. Giudizi positivi anche per le opere dei giovani vincitori del concorso “Artisti del nostro tempo”, riguardante 6 categorie: poesia visiva, video clip musicali, street art, pittura, fumetto e fotografia.

(Comune di Venezia)

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