Ambiente – Zanoni e Bigon (PD): “Traffico di rifiuti, maxiblitz del Noe di Treviso: grazie ai carabinieri per questa operazione, il Veneto si conferma terra di conquista per le ecomafie”

Ambiente – Zanoni e Bigon (PD): “Traffico di rifiuti, maxiblitz del Noe di Treviso: grazie ai carabinieri per questa operazione, il Veneto si conferma terra di conquista per le ecomafie”

(Arv) Venezia, 5 mag. 2020 – “Ringraziamo i carabinieri del Noe per questa importante operazione che conferma ciò che diciamo da tempo: purtroppo il Veneto è terra di conquista per le ecomafie”. Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, Consiglieri regionali del Partito Democratico, intervengono con una nota “Sul maxi blitz delle forze dell’ordine che ha portato all’arresto di nove persone, due obblighi di dimora e sequestro di beni per oltre un milione di euro tra Veneto, Campania e Lombardia con l’accusa di traffico illecito di rifiuti. Al centro, ancora una volta, i tanti capannoni abbandonati nella nostra regione”. 

“Le indagini, infatti, sono partite a febbraio 2019 – ricordano i due Consiglieri dem – dopo la segnalazione di movimenti sospetti di mezzi pesanti nei pressi di un capannone in disuso da tempo nella zona di Legnago, in provincia di Verona. Nel mirino, lo smaltimento illegale di circa 2700 tonnellate di rifiuti indifferenziati, plastici e tessili, provenienti da altre regioni, tra cui Campania e Toscana, avvenuto con almeno 25 trasporti e successivo stoccaggio in capannoni veneti ed emiliani. Queste indagini, condotte con tenacia e acume investigativo, riaccendono i riflettori su un fenomeno a lungo sottovalutato dalle istituzioni. Lo scorso novembre, durante la seduta di bilancio, avevamo chiesto alla Regione un piano straordinario di controllo e monitoraggio dei capannoni vuoti in Veneto, che si prestano a queste attività illegali, da attuare insieme ai Comuni che conoscono meglio il proprio territorio. Richiesta ovviamente bocciata”.

“La criminalità organizzata ha trovato una soluzione al fenomeno dei tanti capannoni abbandonati, 11mila solo in Veneto – aggiungono Zanoni e Bigon – utilizzandoli per lo stoccaggio di rifiuti. Il rischio è che i materiali ammassati illegalmente vengano poi bruciati o possano prendere fuoco, liberando nell’aria sostanze pericolose per l’ambiente e la salute, così come è già accaduto troppe volte”. 

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(Consiglio Veneto)

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