Fase 2 – Coordinamento Garanti del Veneto e Conferenza Regionale Volontariato Giustizia del Veneto: “Preoccupa l’incertezza che influisce sulle condizioni di vita dei detenuti”

Fase 2 – Coordinamento Garanti del Veneto e Conferenza Regionale Volontariato Giustizia del Veneto: “Preoccupa l’incertezza che influisce sulle condizioni di vita dei detenuti”

(Arv) Venezia 16 giu. 2020  –  “Il Coordinamento dei Garanti del Veneto e la Conferenza Regionale Volontariato Giustizia del Veneto, riuniti  l’11/06/2020 in un incontro in streaming per aggiornarsi sulla situazione complessiva degli istituti del Veneto e per valutare la prospettiva di una ripresa della ordinaria attività legata anche al rientro dei volontari e dei soggetti del terzo settore, pur non sottovalutando le difficoltà che la situazione attuale presenta e tenendo altresì conto di una situazione epidemiologica regionale confortante, esprimono grande preoccupazione per molti aspetti rilevanti ancora non regolati da linee guida diramate da parte delle istituzioni nazionali – DAP – o territoriali – PRAP – e di conseguenza affrontati con modalità differenti dai direttori delle carceri del Veneto che si trovano a dover gestire in prima linea questa seconda delicata fase”. Queste le riflessioni affidate a una nota da Mirella Gallinaro e Maurizio Mazzi, in un comunicato congiunto fra Coordinamento dei Garanti del Veneto e Conferenza Regionale Volontariato Giustizia del Veneto che evidenziano “le difficoltà che incontrano i detenuti, quelli che potrebbero godere dell’art. 21, i permessanti e studenti, che frequentano corsi; la necessità della ripresa effettiva e diffusa delle attività del trattamento previsto dalla Costituzione tramite i funzionari giuridico pedagogici e gli assistenti sociali con l’apporto della comunità esterna; le incertezze sul mantenimento della sorveglianza dinamica e sul mantenimento ed il rafforzamento dell’uso delle tecnologie di comunicazione con l’esterno: apparecchi e connessioni”.

Inoltre garantiscono “La volontà di rispettare le misure sanitarie e l’utilizzo dei DPI prescritti dall’autorità sanitaria e amministrativa del carcere” e chiedono “Al PRAP del Triveneto e UIEPE l’adozione urgente di linee guida per l’accesso dei volontari alle strutture penitenziarie e in area penale esterna; l’utilizzo per i colloqui di sostegno individuale e per le attività scolastiche educative e ricreative di collegamenti in streaming; il mantenimento delle attività proposte e autorizzate anche nell’imminente periodo estivo”.

“Riteniamo importante informare anche la Magistratura di sorveglianza – concludono Gallinaro e Mazzi – per renderla partecipe della nostra preoccupazione per il possibile protrarsi di uno stato di incertezza e di assenza di attività con il conseguente impatto sulle concrete condizioni di vita dei detenuti”.

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(Consiglio Veneto)

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