Infrastrutture – Azzalin (PD): “Vie navigabili e ‘risorsa Po’ dimenticate dalla Regione: devono diventare priorità politica non restare un fatto burocratico”

Infrastrutture – Azzalin (PD): “Vie navigabili e ‘risorsa Po’ dimenticate dalla Regione: devono diventare priorità politica non restare un fatto burocratico”

(Arv) Venezia 23 giu. 2020 – “La vicenda della ‘risorsa Po’, e più in generale delle vie navigabili, è tutt’altro che marginale per gli interessi della nostra regione, ma finora è stata dimenticata dalle due Giunte Zaia. Il baricentro politico in questi dieci anni è rimasto spostato su determinati territori, come le Colline del Prosecco, mentre altri, come il Polesine o il Bellunese, sono stati lasciati al loro destino. E invece devono diventare una priorità: il Delta del Po ha un ecosistema unico, un complesso di aree umide e lagunari non solo affascinanti per il turismo e quindi utili all’economia, ma fondamentali per garantire la pescosità dell’Alto Adriatico e la qualità delle sue acque”.  È quanto ha detto Graziano Azzalin, Consigliere regionale del Partito Democratico, intervenendo come correlatore del Pdl 496 sulla ‘Ratifica dell’intesa interregionale con Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte per l’esercizio delle funzioni amministrative regionali in materia di navigazione interna interregionale’. “Abbiamo votato a favore anche perché è stato accolto un mio emendamento che ridà alla materia la dignità che merita – sottolinea l’esponente dem – ed è una prima inversione di tendenza. Le questioni riguardanti il sistema idroviario, dalle risorse economiche per gli interventi alle iniziative per garantire la navigazione superando gli sbarramenti artificiali, fino alla realizzazione di nuove opere e la manutenzione di quelle esistenti, saranno discusse in aula, così come la programmazione triennale”.

“La gestione del sistema idroviario non può essere liquidato come un fatto burocratico – ha ribadito Azzalin – emblematico del sostanziale disinteresse è l’assegnazione ad Aipo, l’Agenzia interregionale per la gestione del Po, solo dei tratti di confine con l’Emilia Romagna, mentre la restante rete interregionale di interesse nazionale è stata affidata in gestione ad Infrastrutture Venete, subentrata da quest’anno a Sistemi Territoriali, a differenza di quanto hanno fatto tutte le altre Regioni. Una frammentazione dannosa, che testimonia l’assenza di una visione unitaria nell’utilizzo della risorsa Po e delle decisioni che avrebbero dovuto accompagnare gli investimenti per la sicurezza, per la navigabilità per la tutela e valorizzazione ambientale. Il Veneto possiede inoltre la parte più estesa della rete navigabile interregionale di interesse nazionale, ma non mette soldi nel sistema idroviario, che non è neanche considerato nel Piano regionale dei trasporti”. 

In chiusura del suo intervento Azzalin ha ricordato “I rischi sugli studi di fattibilità sulla bacinizzazione del Po, da realizzare mediante due sbarramenti mobili all’altezza di Boretto e Viadana, in Lombardia, con lo scopo di renderlo navigabile praticamente tutto l’anno e per produrre energia elettrica. Un progetto del genere sarebbe vantaggioso esclusivamente per Cremona, ma avrebbe una ricaduta disastrosa sugli allevamenti ittici del Delta e inciderebbe sulla funzione che quell’area costiera svolge come zona di riproduzione di alcune specie ittiche marine e quindi sulla pescosità dell’Alto Adriatico. Pare che questa idea sia stata accantonata a favore di un regime naturale a corrente libera, ma ancora, ahimè, non c’è niente di ufficiale”.

 

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(Consiglio Veneto)

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