Little Pieces Of Music

Canzoni vibranti, fibre dure e bastonate ai timpani: attitudine rockeggiante quella del duo Little Pieces of Marmelade nel loro (omonimo) primo album.

I Little Pieces of Marmelade hanno mescolato tante piccole cose di più generi: dallo stoner allo psychedelia, dal rap al grunge fino all’alternative, così da creare un piccolo universo comprendente più sfaccettature di musica. Evidentemente frutto di sperimentazioni, l’album, registrato all’Alpha Dept. Studio di Bologna, di Francesco Antinori (chitarra e cori) e Daniele Ciuffreda (voce e batteria) è uscito il 22 giugno solo in versione digitale per Homeless Records.

Nell’album sono presenti 9 tracce, tutte balzanti da delle sonorità a delle altre, ma senza discontinuità: è questa la forza dell’album, ciò che lo rende lui; durante i miei ascolti ho cercato il filo conduttore, ciò che veramente unisce una canzone all’altra, e l’ho trovato nelle specificità di ogni singola canzone. Normalmente un album segue un filo, insegue una meta o ha un minimo comune denominatore; anche i Little Pieces of Marmelade hanno cercato uno spazio espressivo in cui inserirsi e radicarsi, trovandolo nel vago e indefinito musicale di cui questo album è il frutto.

Un esempio potrebbe essere la settima traccia One Cup of Happiness: pezzo con riprese di loop di genere alternative, sempre accompagnate da una solida e densa basedi chitarra e batteria.

Un altro esempio lo potrebbe rappresentare Pig Man, apparentemente stoner fino a quando la chitarra non rende chiara l’indole della canzone.

Ma il pezzo più forte è per certo LPOM, la traccia che apre l’album; lo fa squarciando il velo di Maya che veste l’album ancora grezzo, sconosciuto. Al momento della rivelazione una grande onda sonora con annesso disorientamento vi si riverserà addosso: è l’immediatezza sonora, quella che arraffa all’inverosimile tutto ciò che può scagliandoglisi contro con decisione, ed è questa che rende l’album ciò che è. Senza immediatezza sonora i singoli pezzi non sarebbero parte di un insieme, perchè in questo album sono le differenze che tessono i legami tra le varie parti.

I Little Pieces of Marmelade sono riusciti a mescolare, in questo loro album d’esordio, più generi tenendoli tali e distinti, riuscendo a legare tra loro più fili senza aggrovigliarne alcuno.

 

(www.sherwood.it)

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