La Penultima Ruota del Carro – Puntata 31

Di come quella volta che i penultimi, tornati da una trasferta balcanica su un carro Zastava, hanno prudentemente pensato di rendersi attraenti per i nuovi sponsor e di cambiare ufficialmente nome al contenitore delle loro elucubrazioni settimanali, senza rimorso né rimpianto alcuno. L’ordine del giorno è il seguente: basta allusioni al “carro” (noto veicolo schiavista), cancellata dalla toponomastica gastronomica la “rustichella” (notoriamente panino preferito di PPP), bannati a vita i riferimenti extradiegetici agli indiani (grazie alla guida illuminata degli Animal Collective), camuffato nel silenzio il recital in onore di Ibsen. Se pensiate che non rimanga nulla da dire, tuttavia, non avete mai conosciuto da vicino il turismo campano, i bias cognitivi e il clima avvelenato del penthotalpartito.

Questa puntata è dedicata a Sky, il valoroso compagno pennuto del commissario del popolo Enzo Salvi.

Qui sotto i brani, di lato il podcast:

Aksak Maboul – Je Pleure Tout Le Temps (da Ex-Futur, 2014)

Fontaines D.C. – I Don’t Belong (da A Hero’s Death, 2020)

RUBRICA: MASSIMO RISERBO (“Così vicino, così lontano“)

Hedvig Mollestad – A Stone’s Throw (da Ekhidna, 2020)

Djrum – Sparrows (da Portrait With Firewood, 2018)

RUBRICA: LE SOLITUDINI DEI SATIRI

Boubacar Traoré – Hona (da Mbalimaou, 2015)

Don Karate – YSC (da Don Karate, 2020)

Jockstrap – The City (da Wicked City [EP], 2020)

DISCO DI SOTTOFONDO: The Flaming Lips – Telepathic Surgery (Restless, 1989)

(www.sherwood.it)

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