MALTEMPO. COLDIRETTI VENETO, CAMBIAMENTI CLIMATICI E ABBANDONO DEL TERRITORIO: UN MIX MICIDIALE

MALTEMPO. COLDIRETTI VENETO, CAMBIAMENTI CLIMATICI E ABBANDONO DEL TERRITORIO: UN MIX MICIDIALE

MALTEMPO. COLDIRETTI VENETO,  CAMBIAMENTI CLIMATICI E ABBANDONO DEL TERRITORIO: UN MIX MICIDIALE 

8 dicembre 2020 – Continua a nevicare sulle Dolomiti: gli agricoltori tirano un sospiro di sollievo:”Se fosse stata pioggia qui c’era un’alluvione” – dicono. Progressivamente gli imprenditori agricoli di Coldiretti Veneto  insieme alla Protezione Civile e ai volontari stanno ripristinando strade e sentieri per liberare gli accessi alle aziende agricole con stalle per procedere alla cura degli animali comunque mai lasciati soli. Nonostante il black out elettrico le vacche sono state munte e il latte consegnato. Gli allevatori hanno seguito anche i parti provvedendo ai primi soccorsi dei vitelli appena nati. In questi casi e’ più che mai evidente la presenza dei contadini – sottolinea Coldiretti Veneto – quali custodi di un territorio ormai fragile. Le buone prassi agricole tramandate da generazioni fanno la differenza rispetto a quelle aree abbandonate o abitate solo durante la stagione estiva.

E se le grandi opere idrauliche hanno tamponato accogliendo l’acqua nei bacini di laminazione i disagi nel veronese, nel vicentino non sono mancati. Agriturismi bloccati sui Colli ed operatori allertati nella Pedemontana. I fiumi al limite, alcuni tracimati con fango e detriti ovunque fanno salire la conta dei danni nelle campagne lungo tutta la Penisola dove è calamità per le fattorie finite sott’acqua, raccolti perduti in migliaia di ettari di coltivazioni allagate dal grano ai foraggi per le bestie, dai fiori agli ortaggi, dai vigneti ai frutteti con alberi abbattuti dal vento. Il primo bilancio provvisorio effettuato dalla Coldiretti rivendica l’avvio delle procedure per verificare lo stato di crisi nelle zone piu’ colpite da maltempo lungo l’Italia sferzata dalla nuova allerta meteo. A preoccupare – sottolinea la Coldiretti – è il livello idrometrico dei fiumi ma anche gli eventi estremi che, con grandinate violente e vento forte, si abbattono su un territorio fortemente provato da allagamenti diffusi in citta’ e campagne con frane e smottamenti che rendono difficile la circolazione soprattutto nelle aree rurali.

Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – agli effetti del mix micidiale con i cambiamenti climatici ed il moltiplicarsi di eventi estremi che si abbattono su un territorio reso piu’ fragile dall’abbandono forzato e dalla cementificazione che nelle campagne ha provocato danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti. “Occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ormai da anni ferma in Parlamento, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola dopo troppa disattenzione che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre ¼ della terra coltivata (-28%)”.

(Coldiretti Rovigo)

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