IMPRESE. IN VENETO +20% UNDER 35 IN AGRICOLTURA. VANTINI (GIOVANI IMPRESA): LA MEDIA REGIONALE SUPERA QUELLA ITALIANA. SERVONO MAGGIORI RISORSE

IMPRESE. IN VENETO +20% UNDER 35 IN AGRICOLTURA. VANTINI (GIOVANI IMPRESA): LA MEDIA REGIONALE SUPERA QUELLA ITALIANA. SERVONO MAGGIORI RISORSE

IMPRESE. IN VENETO +20% UNDER 35 IN AGRICOLTURA

VANTINI (GIOVANI IMPRESA): LA MEDIA REGIONALE SUPERA QUELLA ITALIANA. SERVONO MAGGIORI RISORSE

 

19 gennaio 2021 – Gli under 35 sono la forza dell’agricoltura veneta. Secondo i dati di Unioncamere Veneto che prende in considerazioni l’arco dei cinque anni fino al 2020 le imprese giovanili registrano un incremento del 20% nel periodo, mentre il totale relativo agli altri settori registra una diminuzione di oltre il 14% dello stesso quinquennio. La realtà giovanile agricola regionale supera l’andamento nazionale che attesta una crescita del 14%.

In termini di dimensione economica, la nuova generazione dell’agricoltura produce fatturati che sfiorano i 250 mila euro rispetto al livello nazionale  inferiore ai 100 mila euro. Lo afferma Coldiretti Veneto in base alle elaborazioni sui dati Istat incrociati con quelli del Programma di Sviluppo Rurale che, a conclusione dell’ultimo bando ancora aperto, evidenziano l’ingresso in campagna di circa tremila neo imprenditori dal 2015, anno di decorrenza del primo bando pubblico della programmazione per concedere i fondi europei previsti per il primo insediamento. “Si tratta di migliaia di capitani di impresa – commenta Alex Vantini delegato regionale di Giovani Impresa – che hanno investito più di 300 milioni di euro. I numeri per accedere ai contributi esprimono una classe di imprenditori agricoli qualificata data dal titolo di studio, laurea o diploma in agraria,  dalla qualità e certificazione delle produzioni: a denominazione o biologica, ma le risorse ridotte impediscono ad una miriade di altre potenziali realtà di essere finanziate e di fare il salto imprenditoriale. Un giovane su tre è obbligato alla rinuncia al sostegno per l’insediamento a causa delleinsufficienti risorse finanziarie – spiega Vantini –sacrificando  un potenziale di progetti di alta tecnologia applicata in stalle, produzione e trasformazione di specialità con annessa vendita diretta. Tale rinuncia chiude le porte alle scelte green e agli indirizzi agronomici ecosostenibili, riduce la diffusione di fattorie didattiche, solidali e non sostiene la conservazione e tutela del paesaggio data dalla presenza degli imprenditori agricoli anche su aree marginali  con attività di accoglienza, ristorazione e agribenessere. “Le esperienze avviate in questi anni sono avvenute grazie all’approvazione del 68% delle istanze finanziate, percentuale che denuncia – spiega Coldiretti Veneto – però, che non sono più sufficienti gli stanziamenti europei del PSR, occorre incrementare con ulteriori risorse la voglia di imprenditoria crescente tra i giovani agricoltori che sono il traino produttivo dell’intero comparto.  Il  fenomeno – conclude Coldiretti Veneto – va seguito con attenzione con politiche per l’agroalimentare all’altezza del potenziale manifestato dagli operatori. Servono segnali di giustizia, equità e rispetto per incrementare le fila di un esercito giovanile pronto ad affrontare le sfide del mercato con accordi di filiera trasparenti e regole chiare che restituiscano dignità ad un settore che mette in sicurezza milioni di cittadini e consumatori.

(Coldiretti Veneto)

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