Prezzi giusti, Nutriscore e ristoranti: Coldiretti incassa l’impegno del neo ministro Patuanelli

Prezzi giusti, Nutriscore e ristoranti: Coldiretti incassa l’impegno del neo ministro Patuanelli

Ristoranti, Nutriscore e prezzi giusti. Tre questioni poste dalla Coldiretti e su cui ha incassato a stretto giro risposte dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, alla sua prima uscita pubblica in occasione del Consiglio nazionale Coldiretti. Intanto i primi risultati del lavoro comune sono arrivati con i provvedimenti approvati nel Milleproroghe relativamente ai piccoli impianti di biogas e alla sospensione del rinnovo del patentino per i prodotti fitosanitari.

Il ministro ha annunciato che si sta studiando con il Comitato tecnico un protocollo per rivedere gli orari di apertura della ristorazione. Grazie agli agricoltori – ha sottolineato il ministro- sono stati garantiti prodotti ai consumatori, ma molti settori non se la sono passata bene. La chiusura del canale Horeca – ha spiegato – ha creato sofferenze in molti settori dell’agroalimentare. L’obiettivo nella garanzia della salute e sicurezza dei cittadini è di ricominciare a ripartire.

Al ministro Patuanelli il presidente della Coldiretti ha ribadito come il cibo sia strategico oggi per la ripresa post Covid così come lo è stato dopo le crisi finanziarie del 2007 e 2008. “Ma serve una strategia – ha spiegato Prandini – in termini di rigore istituzionale, lavoristico, della pubblica amministrazione perché c’è troppa burocrazia”. La filiera agroalimentare – ha detto – vale 260 miliardi, il 16% del pil e 1,8 milioni di addetti. L’export ha raggiunto la cifra record di 46 miliardi con un aumento dell’1,4% rispetto al 2020. Il fatturato della filiera allargata, che include turismo e ristorazione, supera i 530 miliardi. Un settore che ha bisogno di programmazione per conquistare mercati “occupati” dall’italian sounding. Con i fondi del Recovery Fund – ha spiegato Prandini – si potrebbero recuperare quei 100 miliardi e puntare così all’obiettivo 146 miliardi di export di vero made in Italy.

Un’altra tappa indicata al ministro è l’estensione dell’etichettatura con l’indicazione dell’origine per tutti i prodotti e soprattutto replicabile negli Stati membri.

Il presidente della Coldiretti ha lanciato poi l’allarme dell’etichetta Nutriscore o a semaforo che “cerca di ingannare i consumatori. Le multinazionali premono per togliere l’elemento distintivo del cibo italiano, mentre il nostro Paese è ai vertici per la longevità dovuta alla Dieta mediterranea”. Per questo” diciamo no a meccanismi che puntano a demonizzare un settore rispetto ad altri”.

Anche su questa delicata questione è arrivato l’impegno di Patuanelli a battersi affinchè il Nutriscore venga abbandonato perché comporta “un danno enorme al settore”. E’ importante- ha aggiunto il ministro – la battaglia nella Ue, dove si gioca il futuro dell’agroalimentare, finalizzata a imporre la nostra linea per tutelare i cittadini.

Prandini ha ricordato anche gli attacchi nei confronti della carne e dei prodotti lattiero-caseari che testimoniano l’interesse di pochi contro un settore che garantisce la tenuta economica e ambientale. Senza allevamenti non ci sarebbe il biologico, la circolarità delle filiere è, secondo il presidente della Coldiretti, una importante opportunità. Il presidente della Coldiretti ha evidenziato la tenuta in questo anno segnato dalla pandemia dell’agroalimentare, anche se in alcune filiere il calo del valore percepito ha raggiunto il 40% rispetto all’anno precedente. Un’eccellenza come il vino ha sofferto molto.

Per la rinascita dell’agroalimentare la Coldiretti ha proposto progetti cantierabili che guardano al futuro realizzati con l’industria e la cooperazione. In primo piano la digitalizzazione per tracciare tutto quelle avviene nelle nostre imprese, dalla produzione alla commercializzazione, grazie anche all’utilizzo della blockchain e con microchip per valorizzare la distintività del made in Italy. Un altro progetto è quello per lo stoccaggio che interessa cereali e soia finalizzato a dare certezze ai nostri imprenditori e consentire la valorizzazione economica delle produzioni. Per la Coldiretti sono strategiche le energie rinnovabili, dal biogas al biometano (gassoso e liquido) fino ai biocarburanti. E poi il piano per i bacini di accumulo per trattenere l’acqua che occorre per qualificare le produzioni, per esempio ottenere cereali migliori, o per produrre energia. Nelle iniziative definite per il Recovery plan la Coldiretti ha inserito anche la filiera bosco-legno che offre una doppia opportunità, ambientale con la riduzione di CO2, ed economica, grazie alla flessione delle importazioni di legno. Una eccellenza italiana infatti è il comparto del mobile che chiede legno italiano. Se si attuano queste iniziative si aprono opportunità interessanti anche per le aree interne e montane.

Patuanelli ha riconosciuto il ruolo di Coldiretti per quello che fa quotidianamente e per quelli che saranno gli obiettivi futuri. Da parte sua il ministro oltre all’intervento sulla ristorazione ha anche annunciato che presto sarà pronto il decreto legislativo di attuazione del regolamento Ue contro le pratiche sleali. Il ministro è pronto anche a fare pressing a Bruxelles per ottenere la cumulabilità dell’agevolazione fiscale del credito d’imposta per gli investimenti nell’ambito di “Industria 4.0” e i contributi dello Sviluppo rurale. Anche questa una rivendicazione sostenuta da Coldiretti. Sull’innovazione poi ha battuto molto: innovazione che non si limita alla banda larga nelle aree rurali, ma che si declina con l’agricoltura di precisione, i satelliti e la sensoristica .il tutto per puntare ad accrescere la qualità e ridurre i costi.

Al Centro del Consiglio nazionale il dossier Cai che proietta la Coldiretti, come ha spiegato il segretario generale Vincenzo Gesmundo, in una nuova dimensione. Oggi c’è necessità di un protagonismo economico e la Coldiretti è entrata nel gioco dell’economico. Cai è l’unico hub agricolo del Paese in termini di infrastrutture e di tecnologia, ma anche per finanziare le aziende. Cai ha offerto nuove opportunità ai propri soci. Gli interventi già realizzati hanno coinvolto oltre un milione di quintali di grano tenero e duro, pomodoro e ortofrutta in particolare nel Sud, ma anche orzo per la birra. Con linee di credito a condizione migliori anche della cambiale agraria.

Dalla rappresentanza dunque alla capacità di governare i processi economici. Strategico il ruolo di Campagna amica che dà forza a quella trincea inespugnabile delle imprese del territorio. Campagna amica- ha detto Gesmundo – è un successo irreversibile, un valore sedimentato, presidio nel nostro paese”. E l’obiettivo è di rafforzare ancora di più in tutti i territori questa rete. Un altro asset è Filiera Italia che continua ad allargare la base associativa. E oggi risulta vincente la strategia dei contratti di filiera che potranno essere delle vere autostrade del Recovery Plan tenendo conto che sono stati già notificati alla Commissione Ue e dunque non hanno bisogno di ulteriori via libera.

(Coldiretti Veneto)

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