Patto tra Coldiretti e Regioni per sostenere gli allevamenti su biogas e lotta all’inquinamento

Patto tra Coldiretti e Regioni per sostenere gli allevamenti su biogas e lotta all’inquinamento

Un patto tra Coldiretti e Regioni per ridurre l’inquinamento da polveri sottili promuovendo progetti di economia circolare da inserire nel Recovery plan e in un piano nazionale per la transizione ecologica. E’ il risultato dell’incontro tra il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e gli assessori regionali all’Agricoltura e all’Ambiente dei territori del Bacino Padano per valorizzare il ruolo delle campagne e degli allevamenti nella lotta allo smog, dopo il deferimento dell’Italia da parte della Commissione Europea per il mancato rispetto dei valori limite di sostanze inquinanti, che rischia di tradursi in pesanti sanzioni economiche.

Al summit hanno preso parte, assieme al segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, quello all’Ambiente Raffaele Cattaneoi, gli assessori della Regione Emilia Romagna all’Ambiente Irene Priolo e all’Agricoltura  Alessio Mammi, gli assessori del Veneto Federico Caner (Agricoltura) e Gianpaolo Bottaccin (Ambiente) e gli assessori Fabio Carosso (Ambiente) e Marco Protopapa (Agricoltura) della Regione Piemonte, oltre ai presidenti regionali della Coldiretti dei territori interessati. A moderare, il capo area Ambiente,della Coldiretti Stefano Masini.

“L’agricoltura italiana contribuisce per appena il 7% alle emissioni inquinanti ma nonostante ciò ci sono ancora margini per rendere i nostri allevamenti ancora più green attraverso lo sviluppo del biometano con impianti in grado di produrre energia pulita dalle deiezioni degli animali e fertilizzanti naturali per le produzioni biologiche e tradizionali, in un’ottica di economia circolare” ha dichiarato il presidente Prandini nel lanciare la proposta di “sviluppare un Piano di sviluppo nazionale di transizione ecologica per le Regioni a vocazione zootecnica per aiutare le imprese ad acquistare i macchinari e a fare un posizionamento comune per il Ministero della transizione ecologica per avere adeguata attenzione nel Recovery plan”.

In tal senso, la richiesta della Coldiretti è di incentivare l’impiego di macchinari che consentano di migliorare le modalità di utilizzazione agronomica dei liquami per la fertilizzazione dei campi ai fini delle attività di iniezione diretta, interramento e distribuzione a bassa pressione dei reflui zootecnici nonché l’adozione di dispositivi per la copertura di vasche di stoccaggio. Le emissioni di ammoniaca del comparto zootecnico dipendono, infatti, per il 70% proprio dallo stoccaggio e dallo spandimento dei reflui/digestati.

“Dobbiamo mettere in campo gli strumenti necessari per aiutare tutte le aziende, a prescindere dalle dimensioni, per affrontare il processo di innovazione e di maggiore sostenibilità” ha aggiunto il presidente della Coldiretti nel ricordare che l’agricoltura del Bacino Padano riveste un ruolo fondamentale per il Made in Italy agroalimentare, dalla produzione delle Dop più note all’export, fino all’impatto occupazionale.

“Ci sono tutte le condizioni per trasformare un problema in un’opportunità, agendo nel solco di ciò che chiamiamo economia circolare – ha spiegato il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo – ma per fare ciò occorre anche un maggiore coordinamento tra le regioni per armonizzare le misure e farle convergere verso l’obiettivo più opportuno”.

(Coldiretti Veneto)

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