AL VILLAGGIO COLDIRETTI DI VENEZIA LA CONSEGNA DEGLI ATTESTATI AI GIOVANI OPERATORI DELLA PESCA SOSTENIBIL

AL VILLAGGIO COLDIRETTI DI VENEZIA LA CONSEGNA DEGLI ATTESTATI AI GIOVANI OPERATORI DELLA PESCA SOSTENIBIL

AL VILLAGGIO COLDIRETTI DI VENEZIA LA CONSEGNA DEGLI ATTESTATI AI GIOVANI OPERATORI DELLA PESCA SOSTENIBILE

LA PRIMA SCUOLA DI PESCA VENETA PREPARA OTTO NEO PESCATORI

DE ZOTTI (UNDER 30 COLDIRETTI): “LA RESILIENZA DEI GIOVANI COLTIVATORI DEL MARE MESSA A DURA PROVA ANCHE DAL GRANCHIO BLU”

8 luglio 2024 – Consegnati a Venezia gli attestati di “Pescatore sostenibile” agli allievi della prima Scuola di Pesca Veneta. L’iniziativa si è svolta al Villaggio di Coldiretti ai Giardini Napoleonici, a margine di un convegno sugli effetti del clima e la presenza di predatori nelle acque a cui ha partecipato l’Assessore regionale Cristiano Corazzari.

Ai coltivatori del mare e della laguna Coldiretti Veneto, con il sostegno del FEAMPA e la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Biologia Marina – ha dedicato un corso di formazione di 900 ore totali, sviluppato in due anni di lezioni teorico pratiche ed esperienze guidate anche all’estero.

“L’intervento formativo è stato costruito sull’individuazione di un profilo tra il recupero di un antico mestiere e le nuove forme professionali vocate allo sviluppo sostenibile dell’attività di pesca” – spiega Augusto Pivanti, coordinatore della formazione di Coldiretti Veneto. “In questo ambito rientrano anche le competenze legate alla conservazione dell’habitat e al potenziamento del turismo nelle terre prospicienti, puntando sulla valorizzazione dei prodotti locali e alla vendita diretta dal produttore al consumatore. Da non sottovalutare l’affermazione del ruolo sociale, economico, culturale delle donne della pesca, titolari e collaboratrici in una dimensione di parità di genere all’interno delle dinamiche del settore”.

Una classe coinvolta, variegata e caratterizzata da diverse storie: dall’ ex amministratrice tributaria che presiede una cooperativa di donne della pesca all’addetto marketing che ora fa il pescatore professionale, dal disoccupato che sogna di pescare sin da bambino all’allevatore di vongole già in attività, tutti gli allievi hanno dimostrato costanza e interesse rispetto al calendario formativo programmato con la docenza di professori universitari ed esperti  che hanno trattato la biodiversità marina e lagunare, gli aspetti tecnici ed economici, i regolamenti comunitari, le regole e i disciplinari operativi.

Una sessione particolare ha visto impegnati gli allievi in un business plan per realizzare i propri sogni. Come ha fatto, ad esempio, uno di loro Devy Chinazzi, che ha vinto il bando della gestione di Valle Mille Campi nel comune di Codevigo: uno specchio d’acqua con casone della provincia di Padova. “Questo è l’ennesimo esempio di sfide che le nuove generazioni dell’agricoltura sostengono a fronte anche di una sostanziale resilienza”, dice Marco De Zotti, delegato di Giovani Impresa. “Praticare un antico lavoro come il pescatore in chiave ecocompatibile significa fare i conti soprattutto con il granchio blu, che ha causato sino ad oggi danni per 100 milioni di euro ai pescatori italiani, devastando gli allevamenti di vongole e cozze ma facendo piazza pulita anche di ostriche, telline, altri crostacei e pesci come sogliole e cefali, per un conto che rischia di raddoppiare se non verranno presi provvedimenti per fermare l’invasione dell’ “killer dei mari”. “Il Veneto è la regione più colpita dall’emergenza: il Delta del Po è la zona dove la presenza del granchio blu sta causando i danni più ingenti – aggiunge Alessandro Faccioli di Impresa Pesca – A partire dalla primavera 2023 a tutt’oggi, sia nel versante veneto che in quello emiliano la produzione di vongole è stata praticamente azzerata, con il predatore in grado di frantumare letteralmente i gusci dopo averli tirati fuori dalla sabbia dei fondali. Devastati anche gli allevamenti di cozze, a partire dalla pregiata Scardovari Dop. Una situazione che minaccia la sopravvivenza nella zona di oltre 2.000 famiglie, con una gran parte dei dipendenti delle cooperative e dei consorzi che si trovano in cassa integrazione e con una difficoltà per gli addetti delle ditte individuali che non possono beneficiarne”.

(Coldiretti Rovigo)

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