“Siamo qui per ricordarci che siamo fratelli”: celebrati stasera anche a Treviso i 1700 anni dal Concilio di Nicea

Celebrazione eucaristica questa sera nella cripta della cattedrale di Treviso presieduta dal Vescovo Michele Tomasi e concelebrata da diversi sacerdoti, per i 1700 anni dall’inizio del Concilio di Nicea. “La trasmissione della fede è uno dei doni più grandi che abbiamo, insieme a quello della vita – ha sottolineato il Vescovo nell’omelia -. Questa sera è un dono grande poterci fermare a riflettere e a ringraziare per quanto la Chiesa è riuscita a elaborare nel corso dei secoli per trasmettere e rendere credibile la fede e perché diventasse fonte di vita”. Quando recitiamo il Credo “ci ridiciamo gli uni gli altri il tesoro della nostra fede – ha ricordato mons. Tomasi -, e siamo invitati a ridirla nei nostri ambienti di vita e a chiedere al Signore di testimoniare questa fede con il dono della nostra vita, di quell’amore manifestato pienamente in Gesù Nazareno, figlio dell’uomo, figlio di Dio”.

Dopo la messa, è seguita la preghiera ecumenica con tutte le confessioni cristiane, sempre nella cripta della cattedrale. Un momento di condivisione e di ascolto dei testimoni, Padri della Chiesa e teologi, che hanno aiutato a comprendere meglio il tesoro che il Simbolo della fede, composto nella sua struttura di fondo a Nicea, custodisce.

“Benché appartenenti a diverse Chiese, siamo qui stasera, nel giorno dell’anniversario del Concilio di Nicea – ha detto il vescovo Tomasi -, non per commemorare un evento remoto e distante da noi, ma per ricordarci chi siamo e che siamo fratelli. Nicea, per la prima volta, si potrebbe dire, lo ha messo per iscritto nel Simbolo. A noi il compito di vivere ogni giorno quanto nelle nostre diverse liturgie proclamiamo”.

(Diocesi di Treviso)