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Il nuovo Piano del Credito del Veneto: 344 mln per sostenere le imprese, con previsione di 1,7 mld di investimenti attesi. Marcato: “L’operazione più robusta della nostra storia, ma serve una banca veneta. Preoccupato per i dazi, ma credo nelle nostre imprese”

(AVN) – Venezia, 14 luglio 2025

 

“In questo momento in Veneto abbiamo attivato strumenti per il credito pari a 344 milioni di euro, da cui si prevedono di generare investimenti per un miliardo e 700 milioni. E’ l’operazione più robusta in termini di credito mai messa in campo nella storia della Regione: la nostra parte l’abbiamo fatta, ciò che manca ora è una banca veneta in grado di dialogare con i nostri piccoli, medi e micro imprenditori con quella sensibilità che solo una banca locale può avere. Credito che serve particolarmente adesso, in una congiuntura economica che alla crisi internazionale e all’aumento dei costi energetici unisce una politica di dazi, ma di fronte alla quale – sono certo – i nostri straordinari imprenditori reagiranno come sempre con slancio e passione. La Regione è con loro, e i numeri lo dimostrano ancora una volta”.

 

L’assessore regionale allo Sviluppo economico Roberto Marcato ha presentato oggi il nuovo Piano del Credito per il Veneto, uno strumento organico da 344 milioni di euro per favorire l’accesso al credito delle imprese e accompagnarle in una fase di forte trasformazione economica, gravata da tensioni internazionali, dazi e difficoltà di approvvigionamento.


All’incontro a Venezia, alla presenza delle categorie economiche, dei rappresentanti dei confidi, del sistema bancario e di quello camerale, hanno partecipato il presidente di Veneto Sviluppo Fabrizio Spagna con il direttore Mauro Trapani, l’amministratore unico di Veneto Innovazione Guido Beghetto, il segretario di CGIA Mestre Renato Mason con Daniele Nicolai dell’Ufficio studi, il direttore dell’Area politiche economiche della Regione Santo Romano.

 

“Ci sono alcune criticità da considerare oggi – ha dichiarato il segretario di CGIA Mestre Renato Mason che ha fornito i dati sul credito in Veneto (vedi cartella stampa al link in calce) -, dopo un triennio in cui cala il credito verso le pmi anche nel periodo in cui lo Stato è intervenuto potenziando la garanzia pubblica. Innanzitutto manca una banca veneta; ci sono le BCC che svolgono un ruolo meritorio ma con dei limiti, se pensiamo a quanto fanno Unipol e Bpr nella vicina Emilia. Poi, le imprese venete non riescono ad ottenere credito, ed anzi, sotto determinate soglie le banche rifiutano addirittura di discuterne l’erogazione. In terza battuta, l’intervento pubblico statale ed europeo è indirizzato il più delle volte verso obiettivi che poco hanno a che fare con le esigenze delle pmi venete: le imprese hanno bisogno di capitale circolante e di strumenti innovativi. Infine, la finanza innovativa, la ‘fintech’, che propone prodotti inadeguati al nostro sistema di impresa perché spesso esclude imprese individuali o con bilanci bassi o senza capitale sociale”.

 

Da queste premesse si è mosso il nuovo Piano del Credito, che eredita le misure attivate dalla Regione del Veneto negli ultimi 10 anni, nei quali sono stati messi in campo un miliardo e 200 milioni di euro che hanno generato oltre 6 miliardi di investimenti e sostenuto di più di 100.000 imprese. Solo sul fronte del credito, sono stati stanziati 513 milioni di euro, che hanno generato oltre 5 miliardi di investimenti.

 

Il nuovo Piano mette in campo 344 milioni di euro per nuove misure destinate a migliorare l’accesso al credito e a sostenere l’innovazione, la competitività e l’attrattività del sistema produttivo regionale. Tra queste:

·       Fondo Liquidità FESR: 30 milioni per prestiti agevolati fino a 150.000 € (elevabili a 200.000 € per i settori moda e automotive). Attesi: 800 beneficiari.

·       Fondo di Garanzia – Sezione Speciale Veneto: 36,2 milioni per la riassicurazione fino al 90% dell’importo garantito. Coinvolgerà 8.500 imprese, attivando 1,3 miliardi di investimenti.

·       Sezione Filiere Produttive e Attrazione Investimenti (ZLS): 54 milioni di cui 14 riservati alle ZLS. Investimenti previsti: 180 milioni.

·       Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC): 35 milioni di cui 21 per il Fondo Anticrisi e 14 milioni per la Sezione Transizione. Investimenti attivati: 95 milioni.

·       Basket Bond Veneto: 10 milioni per uno strumento innovativo che consente a più imprese di emettere obbligazioni congiunte. Investimenti stimati: 50 milioni.

·       Minibond e equity: 179 milioni già attivati.

Il Piano punta anche su strumenti finanziari alternativi e più flessibili, destinati in particolare alle PMI solide, ma meno servite dal credito bancario tradizionale. In particolare, il Fondo Veneto Minibond da 48,5 milioni (20 da risorse Veneto Sviluppo e 28,5 da fondi BCC) permette alle imprese di raccogliere risorse per espansione, riorganizzazione e internazionalizzazione, condividendo il rischio con investitori istituzionali.

Vi sono poi strumenti di equity e quasi-equity, 130 milioni di euro attivati tramite partecipazioni societarie dirette e i fondi chiusi Fondo Sviluppo PMI 1 e 2 gestiti da FVS SGR S.p.A. pensati per rafforzare il capitale delle imprese, finanziare operazioni straordinarie e sostenere progetti strategici per il territorio.

“Oggi abbiamo presentato una visione integrata, che mette al centro il bisogno reale delle imprese: liquidità, investimenti e competitività – ha aggiunto Marcato –. Con questo Piano rafforziamo il presidio pubblico e apriamo la strada a una finanza evoluta, sostenibile, al servizio dell’economia reale. In questi anni come Regione abbiamo approvato la Strategia di specializzazione intelligente, la S3. Siamo riusciti a ridurre in maniera significativa la distanza fra il mondo delle imprese e il mondo della ricerca attraverso le Reti innovative regionali (RIR). Siamo riusciti ad approvare la legge sull’attrazione degli investimenti, il nuovo Piano energetico con un valore di produzione di 9,7 miliardi, la legge sull’Artigianato, e non ultima la ZLS. Serviva ora una visione organica, complessiva, sul tema del credito, non solo una leva tecnica, ma una vera e propria politica industriale: da qui il Piano per il Credito, una risposta potentissima a favore delle imprese venete. In questo abbiamo accanto Veneto Innovazione Spa che gestisce direttamente la finanza agevolata regionale assieme a Veneto Sviluppo Spa, per un ammontare complessivo di oltre 900 milioni tra fondi rotativi, di garanzia, minibond e strumenti di equity”.

>>> A questo link si possono scaricare la cartella stampa, le foto e le video interviste dell’incontro odierno: https://drive.google.com/drive/folders/1HohH9JIMB_oHFcwdwwq2ucBzZYc88P2a?usp=sharing <<<

 

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