Sette chiese in due giorni su 13 bici

Un progetto troppo ambizioso, scarso allenamento, partecipanti che non si conoscevano tra loro. Ma la fatica condivisa, i chilometri percorsi e, soprattutto il valore spirituale dell’impresa hanno fatto del “Bike Giubileo” un successo.

Il 14 giugno tredici pellegrini sono partititi dal Santuario di Santa Libera di Malo per visitare tutte le sette chiese giubilari della Diocesi di Vicenza. L’itinerario è stato percorso rigorosamente in bicicletta, per un totale di circa 170 km, due giorni di viaggio e una notte trascorsa al convento di San Pancrazio, a Barbarano Mossano. «L’idea del pellegrinaggio è nata a fine 2024 con altri due amici con i quali andiamo spesso via in bicicletta – racconta il diacono Walter Ponga di Malo -. Da tre che eravamo, ci siamo presto ritrovati in tre dici, tutto “over 60”». «Quando si ha più di sessant’anni non si è mica giovanissimi, qualche acciacco salta fuori – racconta uno dei partecipanti, Dal Pezzo Gianpietro -. Ero molto scettico all’inizio, e poi a questa età si vedono più problemi che soluzioni. Alla fine però se non diventiamo persone di speranza vuol dire che non abbiamo capito niente del Giubileo».

Con fiducia e speranza, quindi, il gruppo da Malo ha raggiunto il Santuario di Santa Bakhita di Schio, poi quello di Scaldaferro e a Vicenza ha visitato la Cattedrale e Monte Berico. «In cattedrale, per caso, abbiamo trovato il Vescovo che diceva messa con un gruppo di pellegrini della Diocesi e ci siamo fermati anche noi», racconta Walter. L’itinerario è quindi proseguito fino al convento francescano di San Pancrazio, a Barbarano Mossano. Qui dopo una giornata di fatica anche a causa delle alte temperature, il ristoro non è stato solo fisico ma anche spirituale. «Dopo cena abbiamo percorso il Sentiero della speranza che ripercorre il Cantico delle creature di San Francesco – racconta Gianpietro -. È stato un momento di condivisione e di riflessione, la notte pareva incantata. Anche le lucciole sembravano rimaste ad ascoltare». Il giorno successivo il gruppo è partito per il convento di Lonigo e poi per quello di Chiampo, dove alle 15 ha partecipato alla messa e concluso il pellegrinaggio.

«Ora che le fatiche e il caldo che hanno accompagnato il pellegrinaggio sono sfumate, rimane una delicata e profonda gratitudine – racconta Paola Bacchini -. Insieme con sincera amicizia, abbiamo attraversato strade, chiese, con venti, ricevuto benedizioni in luoghi di fede antica e semplice. Pedalando in fila indiana nasceva spontanea dal cuore la preghiera: “Parla Signore che il tuo servo ti ascolta!”». «Il pellegrinaggio è coinciso con un periodo dove mi sto ponendo varie domande – dice Sergio Scortegagna -. È l’età si direbbe. Ma una è sempre presente. Hai fede? Sai vedere oltre le fatiche umane e avere speranza? Per me ogni tappa ha voluto tradursi in una preghiera per un abbandono fiducioso al Suo disegno. E ringraziarlo per avere accanto a me amici con cui condividere questo percorso con gioia e letizia. È stato bello passare dei giorni con voi. Ho ritrovato l’emozione dei nostri ritiri, della francescana semplicità».

Andrea Frison

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(Diocesi di Vicenza)

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