11 luglio 2025
(Arv ) Venezia 11 lug. 2025 –“Il consigliere regionale Lucas Pavanetto interpreta la vicenda del ricorso al Tar sulla Via del Mare in una chiave tutta politica. Col risultato che sbaglia clamorosamente bersaglio”. i consiglieri regionali del Partito Democratico Francesca Zottis e Jonatan Montanariello replicano così “Alle dichiarazioni odierne dell’esponente di Fratelli d’Italia; innanzitutto, è scorretto bollare il ricorso al Tar come iniziativa esclusiva di un fronte partitico. Si tratta invece di una rete trasversale di amministratori che hanno messo sul tavolo una serie di nodi problematici che ruotano attorno all’opera. Avendo come priorità la tutela dei cittadini e del territorio e non con la volontà di piantare bandierine propagandistiche ed elettorali come invece cerca di fare Pavanetto. Non solo: Pavanetto sbaglia nel parlare di partito del No. Nessuno, infatti, è contrario alla messa in sicurezza attraverso opere specifiche. La storia dice che per anni abbiamo puntato su alternative fattibili e non su un’infrastruttura che presenta una grave falla dal punto di vista della sostenibilità finanziaria. Si potrebbe dunque benissimo ribaltare il ragionamento dicendo che il suo è il partito del Sì, ma alle cose che non stanno in piedi”.
“Circa lo snellimento delle code d’accesso alle località balneari – continuano i due consiglieri – anche in questo caso Pavanetto si lancia in proclami trionfalistici. Peccato che la sindaca di Cavallino-Treporti, che non ci sembra esattamente una pasionaria di sinistra, valuti positivamente la bocciatura del ricorso, ma metta le mani avanti invocando attenzione sul rischio di intasamenti di traffico sul suo territorio”.
“Insomma, se quest’opera è ferma al palo, non è perché alcuni amministratori hanno sollevato i problemi rallentando l’iter. Se davvero l’opera fosse stata così urgente e sostenibile sarebbe andata avanti in maniera galoppante. I menzogneri – concludono i consiglieri dem – non stanno dalla parte di chi, in modo trasparente, mette sul tavolo le incognite pesanti dell’opera. Ma chi ci passa sopra disegnando scenari da favola, caro Pavanetto”.
