Giubileo dei giovani. Al Circo Massimo un abbraccio che guarisce

Migliaia di giovani da ogni angolo d’Italia e del mondo, camminano tra le file ordinate, si siedono nelle zone di ombra, si ascoltano. Alcuni sorridono, altri abbassano lo sguardo. È il momento delle confessioni. Il momento in cui il cuore si alleggerisce, le parole si fanno verità, e l’anima respira. Al Circo Massimo di Roma, luogo carico di storia, oggi il traffico delle macchine tutto intorno si è fermato per accogliere le storie, le ferite e i desideri di questi giovani pellegrini. È il sacramento della riconciliazione, e qui, in questo spazio carico di grazia, si tocca con mano il mistero dell’incontro tra la fragilità umana e la misericordia di Dio.

Dice Francesca: “Per me la speranza è l’amore, in ogni sua forma. Le relazioni sono la chiave. Io auguro amore a tutti”. Lo conferma anche Daniele: “Se c’è stata speranza in passato, nei momenti più bui della storia, possiamo crederci anche noi. Possiamo costruire qualcosa di buono”. E lo dimostrano. Con gli abbracci che si scambiano tra sconosciuti, con le lacrime asciugate a vicenda, con la semplicità con cui si siedono ai piedi di un prete per raccontarsi, senza filtri. Giovani, diversi per lingua, cultura, provenienza, ma uniti da una stessa sete: quella di sentirsi accolti, perdonati, chiamati alla vita piena. Qui, al Circo Massimo, non è solo un evento. È una rivoluzione silenziosa. È il luogo dove il cuore dei giovani si lascia toccare, dove il passato si depone, e il futuro prende forma nel segreto di un confessionale. È il Giubileo che passa per l’anima. La riconciliazione è il cuore di questo cammino, e questi giovani – così autentici, così veri – sono la prova che la speranza non è un’illusione. È una scelta. È un allenamento quotidiano, come lo definisce Daniele. È una mano tesa, un “ti perdono”, un “ricomincio”. È Dio che non smette di scommettere su di noi. Ed è Roma, oggi, a fare da testimone a tutto questo. Con i suoi sampietrini, le sue chiese e con un Circo Massimo che non ha mai visto così tanta bellezza.
Marco Calvarese – Agensir

(Diocesi di Treviso)

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