“Rinnoviamo la nostra ferma e decisa condanna al terrorismo in ogni sua forma”. E “invitiamo, una volta di più, tutti i cattolici che sono in Italia a ripudiare ogni antisemitismo e ogni espressione violenta contro il popolo ebraico”. È quanto ribadiscono oggi i vescovi italiani in un Messaggio diffuso dalla Cei e scritto dalla Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo per la 37ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che si celebra il 17 gennaio ed ha quest’anno per titolo “Uniti nella stessa benedizione. In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra” (Gen 12,3).
Il messaggio fa riferimento al 7 ottobre 2023 e alla situazione in Terra Santa. “Ribadiamo la nostra ferma e decisa condanna dell’atto terroristico e ignobile del 7 ottobre 2023”, scrive la Commissione Cei. “Siamo vicini alle vittime del popolo ebraico e a quelle del popolo palestinese nella tragedia Gaza e auspichiamo una soluzione che consenta a entrambi, come anche agli altri gruppi presenti in quei territori, una convivenza pacifica. Siamo vicini a tutte le persone che soffrono a causa del conflitto in atto”.
I vescovi lanciano un appello e invitano a continuare a credere nel “dialogo franco, leale e costruttivo. Un dialogo nella verità e nella carità, con la ferma volontà di riconoscerci fratelli, sempre e comunque. Con la ferma volontà di non abbandonare mai il dialogo, per nessun motivo. La fraternità sta a fondamento del rapporto che sussiste fra noi, come base e come prospettiva. Siamo dentro la medesima benedizione. Le differenze non la cancellano e non la cancelleranno. Radicati in questa certezza desideriamo continuare a costruire le nostre relazioni. Il dialogo tra noi è anche un servizio per il dialogo fra le religioni e, soprattutto, un servizio verso questo nostro mondo, sempre più lacerato e diviso. Non possiamo privare il mondo di questo dono. Nella consapevolezza che tutte le religioni sono chiamate, con coraggio e urgenza, ad affrontare la sfida del dialogo. Ne va della loro stessa identità”.
Il messaggio si conclude rivolgendosi alle comunità cattoliche presenti in ogni territorio: “Le invitiamo a confrontarsi con le comunità ebraiche per rinsaldare i rapporti e per testimoniare, nella nostra società, la vocazione delle religioni a creare dialogo e coesione sociale. Ci auguriamo, alla luce della situazione geo-politica, che si possano vivere nei vari territori momenti di incontro tra cristiani, ebrei e musulmani. Per offrire alla società, nella concretezza dei rapporti, la testimonianza di una vera ricerca di pace. Una via italiana del dialogo interreligioso. Auspichiamo gesti concreti di vicinanza fra comunità cristiane e comunità ebraiche”.
“Desideriamo continuare a camminare con i nostri cari fratelli ebrei, con stima e riconoscenza. Ci impegniamo a studiare le Sacre Scritture e a lasciarci aiutare da loro in questo studio. Desideriamo mantenere uno stretto legame per imparare da loro e con loro l’arte di mantenerci popolo in cammino, popolo in attesa, popolo capace di speranza. Desideriamo lottare con forza contro ogni tipo di antisemitismo e di antigiudaismo”. È un passaggio del Messaggio. I vescovi ricordano che “Gesù Cristo ci lega al popolo ebraico. L’identità cristiana profonda non può fare a meno del popolo ebraico, della sua storia e della sua spiritualità. Sono i nostri fratelli maggiori. Siamo in debito verso di loro. Siamo rami diversi che spuntano dalla stessa radice santa”. I vescovi ripercorrono quanto affermato dai Papi e da Leone XVI che hanno sempre “condannato l’antisemitismo con parole chiare”. “Per questo motivo – scrivono – riteniamo fondamentale il comune lavoro sulle “16 schede per conoscere l’ebraismo” e la sua continuazione con ulteriori approfondimenti, per creare una corretta conoscenza dell’ebraismo”. Le “16 schede per conoscere l’Ebraismo” sono un progetto congiunto della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) nato per le scuole, che esplorano concetti fondamentali (Bibbia, Torah, Nome di Dio, elezione), vita comunitaria (feste, ciclo di vita, ruolo donna/rabbini), storia (Ebrei d’Italia, Gesù ebreo) e dialogo interreligioso, offrendo uno strumento per una conoscenza corretta e priva di pregiudizi. I vescovi suggeriscono di diffondere queste schede durante la Giornata del 17 gennaio, “favorendo così la formazione permanente specie di insegnanti e responsabili di gruppi e associazioni, così come il testo “Decostruire l’antigiudaismo cristiano”, recentemente tradotto in italiano per volontà della Cei. “Auspichiamo – scrivono i vescovi – e ci impegniamo a promuovere, a livello territoriale, ulteriori momenti di confronto e di studio. Decisamente intendiamo continuare gli incontri nazionali con i leader religiosi presenti in Italia per costruire una “via italiana” di dialogo interreligioso”.
