
IL MARITO DELL’ANZIANA DONNA, RESIDENTE A PADOVA, E’ STATO CONVINTO DA UN SEDICENTE APPARTENENTE ALLE FORZE DELL’ORDINE A LASCIARE LA MOGLIE SOLA IN CASA E RECARSI IN UN UFFICIO DI POLIZIA PER DEI CHIARIMENTI IN QUANTO SOSPETTATO DI UNA RAPINA. SUBITO DOPO LA TRUFFATRICE HA RAGGIUNTO LA DONNA RIMASTA SOLA A CASA E CON LA SCUSA DI CONTROLLARE CHE I GIOIELLI DELL’ANZIANA NON FOSSERO QUELLI DELLA RAPINA SI E’ FATTA CONSEGNARE TUUTI GLI OGGETTI D’ORO CHE LA COPPIA AVEVA IN CASA PER UN VALORE DI CIRCA 3000 EURO. DOPO ESSERE STATA INDIVIDUATA DALLA POLIZIA MENTRE ERA IN FUGA A BORDO DI UN TRENO, LA TRUFFATRICE E’ STATA FERMATA ALLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO E DENUNCIATA PER LA TRUFFA. IL QUESTORE DI PADOVA, MARCO ODORISIO, HA ATTIVATO LA DIVISIONE ANTICRIMINE PER L’EMISSIONE DI UN FOGLIO DI VIA OBBLIGATORIO DA PADOVA CON DIVIETO DI RITORNO DELLA DURATA DI 4 ANNI
La Squadra Mobile di Padova, nel pomeriggio di giovedì 15 gennaio, ha identificato e fermato presso la stazione centrale di Milano, una giovane di 22 anni, incensurata, di origini campane, autrice di una truffa ai danni di una donna di 78 anni che vive con il marito a Padova in zona Terranegra, invalida al 100% e costretta a muoversi su una carrozzina, che nella mattinata di ieri ha ricevuto una chiamata da uno sconosciuto il quale le comunicava che un’auto con la stessa targa di quella del marito era stata usata per compiere una rapina in gioielleria e che era necessario che l’uomo raggiungesse subito un ufficio di polizia per chiarire i fatti ed eventualmente denunciare la clonazione della targa dell’auto.
Dopo pochi minuti che il marito aveva lasciato l’abitazione, la donna riceveva una seconda telefonata nella quale l’interlocutore, dopo essersi assicurato che l’uomo era uscito, comunicava alla donna che di lì a pochi minuti una sua incaricata si sarebbe recata presso la loro abitazione per verificare che i gioielli che l’anziana aveva in casa non fossero proprio quelli della rapina.
Per far ciò invitava la donna a preparare tutti i gioielli in quanto l’incaricata li avrebbe ritirati, portati in caserma per confrontarli con le foto di quelli rubati e poi restituiti direttamente al marito che si trovava là per gli accertamenti sulla targa.
Effettivamente poco dopo si presentava a casa dell’anziana una giovane con accento campano che, come preannunciato dal complice, non saliva a casa, ma dopo aver citofonato, si faceva lanciare dal balcone tutti i gioielli che, su precise indicazioni dell’interlocutore, l’anziana aveva chiuso in un sacchetto di plastica ben chiuso e pesato.
L’immediata segnalazione pervenuta al 113 da parte della vittima che dopo poco aver consegnato i gioielli si è resa conto che c’era qualcosa di anomalo in tutta la vicenda, ha consentito alla Squadra Mobile di intervenire tempestivamente e di raccogliere le descrizioni della truffatrice che nel frattempo era riuscita a raggiungere la stazione di Padova e salire a bordo di un treno diretto a Milano.
Subito dopo aver individuato il treno su cui era salita la truffatrice, i poliziotti hanno allertato i loro colleghi di Milano che hanno atteso l’arrivo del treno individuando la donna descritta con estrema precisione dalla vittima, sia per le sue caratteristiche fisiche che per l’abbigliamento.
Il controllo non ha permesso di recuperare la refurtiva, che potrebbe essere stata ceduta dalla donna fermata ad un complice durante la fuga, ma ha comunque consentito di identificare l’autrice della truffa con certezza e di denunciarla alla Procura della Repubblica.
Le indagini della Polizia di Stato proseguiranno ora per individuare l’eventuale complice cui la truffatrice potrebbe aver ceduto i gioielli rubati nonché chi ha effettuato le telefonate che sono servite a far allontanare il marito da casa e poi a convincere la vittima a consegnare i suoi gioielli alla giovane denunciata.
Vista la gravità dei fatti il Questore di Padova, Marco Odorisio, ha attivato la Divisione Anticrimine per l’emissione a carico della donna di un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Padova per una durata di 4 anni.
