Il messaggio del vescovo Claudio Cipolla per l’inizio del Ramadan

Cari fratelli e care sorelle,

innanzitutto permettetemi un cordiale e fraterno augurio in questo inizio di Ramadan. Questo sacro mese, che unisce i fedeli musulmani di ogni provenienza, sia vissuto nella gioia di cercare con tutto il cuore la volontà di Dio. 

Nel tempo, grazie al dialogo interreligioso, ma anche attraverso il servizio e la testimonianza di tante persone che ci hanno preceduto, è emerso chiaramente che è volontà di Dio la pace e la fraternità tra i popoli. E che le religioni hanno il compito di custodire e diffondere i santi semi di questa fraternità. 

In modo tutto speciale sentiamo il dovere di avere attenzione verso le giovani generazioni chiamate più di noi a rinsaldare e crescere nella fraternità. Lo dico avendo uno sguardo ampio sui giovani e sulla fatica di crescere in un contesto che li espone, oggi più che mai, a tante influenze che fatichiamo a riconoscere e comprendere, in questo sovraccarico di stimoli e stili di vita differenti, per non dire contrastanti. Di fronte a tutto questo corrono il rischio di chiudersi in loro stessi o in piccoli gruppi sicuri che però non li aiutano a crescere attraverso il confronto e il dialogo tra generazioni. 

Credo allora, e mi piace condividere con voi questo pensiero, che Dio ci chiama a consegnare a questi ragazzi e a queste ragazze il meglio di noi stessi e delle nostre tradizioni religiose, sapendo che custodiamo un ricco e inestimabile patrimonio di esperienza umana e spirituale. Una sapienza che li può aiutare nel discernere il bene dal male, la vita dalla morte. 

Che Dio ci doni nella sua bontà di crescere proprio pensando ai nostri giovani. E loro possano crescere nella forza di sapersi pensati e voluti da Dio al quale vogliamo particolarmente tornare noi adulti: musulmani attraverso il Ramadan e cristiani attraverso la Quaresima. 

Fraternamente
+ Claudio Cipolla

 

(Diocesi di Padova)