
“Del senatore Angelo Pavan ricordo, fin dal mio primo anno a Treviso, la cordialità e la vivacità intellettuale, in occasione degli auguri natalizi con gli amministratori della diocesi di Treviso, in Vescovado, di cui era puntuale e cortesissimo organizzatore”: il vescovo, mons. Michele Tomasi, ricorda così il senatore Pavan, all’indomani della sua morte, avvenuta giovedì 9 aprile, all’età di 95 anni. “Uomo delle Istituzioni, con importanti incarichi nazionali, è stato punto di riferimento di una politica attenta al territorio, ma soprattutto al bene delle persone, attore di una visione dell’impegno politico come autentico servizio al bene comune – aggiunge il Vescovo -, a cominciare dagli Enti locali, ai quali ha dedicato grande attenzione, con una vicinanza competente e generosa ai Sindaci. Lascia a tutti noi un’eredità ideale che non possiamo dilapidare o disperdere. Esprimo la mia vicinanza ai famigliari”.
Grande il coro di reazioni da parte del mondo politico e istituzionale, che sempre lo ha apprezzato. Capace di coniugare umiltà e competenza, ideali e legame con il territorio, soprattutto con gli amministratori locali, la sua vera “passione”, anche se aveva calcato il palcoscenico della “grande politica”, facendo parte, come sottosegretario agli Interni, Tesoro e Difesa, di ben 6 Governi, e collaborando direttamente con statisti come Oscar Luigi Scalfaro, Giuliano Amato e Guido Carli.
Soprattutto, è stato un uomo di fede profonda e di servizio, uno stile appreso, come molti, in quegli anni, nell’Azione cattolica, della quale era stato dirigente diocesano.
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