DIFENDERE IL MADE IN ITALY: A FORTE MARGHERA IL CONVEGNO DI COLDIRETTI VENETO, LA SFIDA CONTRO FRODI E AGROPIRATERIA
VENETO, CUORE DELLA DOP ECONOMY
Salvan (Coldiretti): “La Legge Caselli è uno scudo per il patrimonio agroalimentare e per il lavoro degli agricoltori’
Con il convegno “Difendere il Made in Italy: la Legge Caselli” a Forte Marghera Coldiretti Veneto ha sottolineato la battaglia contro frodi alimentari, contraffazioni e fenomeni di agropirateria che minacciano il valore delle produzioni italiane.
Con oltre 5 miliardi di euro di valore, la Dop Economy veneta rappresenta una delle principali ricchezze agroalimentari del Paese, ma anche uno dei territori più esposti a italian sounding e infiltrazioni criminali nelle filiere.
L’iniziativa ha riunito istituzioni, magistratura, mondo accademico e organismi di controllo, con l’obiettivo di rafforzare la tutela delle produzioni certificate e la trasparenza lungo tutta la filiera.
Ad aprire i lavori i saluti del Sindaco di Venezia Simone Venturini, del Prefetto Darco Pellos e del Presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, che hanno richiamato il valore strategico del Made in Italy agroalimentare e la necessità di un’azione coordinata a difesa della legalità economica.
Il primo cittadino Venturini ha indicato Forte Marghera come luogo ideale per ospitare future iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza sui temi della sicurezza alimentare, della legalità e della valorizzazione delle produzioni agricole di qualità.
Nel dibattito, il Presidente nazionale Coldiretti Ettore Prandini ha ribadito l’urgenza di strumenti più incisivi contro le frodi che danneggiano imprese e consumatori.
Introducendo la tavola rotonda Marina Montedoro direttore regionale ha presentato l’intervento del Procuratore Giancarlo Caselli, un concentrato di lavoro iniziato nel 2015 e che ha prodotto un grande risultato. Montedoro ha poi fatto un excursus sui presidi al Brennero che impegnano migliaia di agricoltori e le autorità di controllo nel blocco delle produzioni dall’ estero ‘italianizzate’ grazie ad un cavillo normativo: il codice doganale che Coldiretti chiede di abolire anche grazie alle delibere comunali adottate sul territorio, prima tra tutte quella della Regione del Veneto.
Il professor Stefano Masini e il consigliere della Corte di Cassazione Aldo Natalini hanno descritto le novità della riforma: l’introduzione dei reati contro il patrimonio agroalimentare, il rafforzamento delle sanzioni per la contraffazione Dop e Igp e nuove aggravanti per le forme organizzate di agropirateria.
L’ICQRF rappresentato dal Direttore del Dipartimento Tutela Qualità e Repressione Frodi, Felice Assenza ha richiamato il ruolo centrale dei controlli per garantire l’effettiva applicazione delle nuove norme.
In chiusura, il presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan ha definito la riforma una “vera norma scudo” per il sistema agroalimentare.
«Il Veneto è una delle culle del Made in Italy agroalimentare – ha dichiarato Salvan – e proprio per questo è tra le aree più esposte alle frodi e alle imitazioni. Non si tratta solo di difendere un settore economico, ma di proteggere il lavoro degli agricoltori, la qualità delle produzioni e la fiducia dei cittadini».
Salvan ha ricordato come il sistema agroalimentare italiano valga 707 miliardi di euro, mentre le agromafie superano i 25 miliardi, sottolineando la necessità di rafforzare controlli, norme e cultura della legalità.
“Questa legge – ha concluso – è un passo decisivo per difendere il vero Made in Italy e chi lo produce ogni giorno con trasparenza e qualità”.

