La Giunta comunale ha licenziato, su proposta dell’assessore al Bilancio Michele Zuin, di concerto con l’assessore all’Ambiente Paolo Romor, la proposta di deliberazione, da inoltrare al Consiglio comunale per l’approvazione, sulle tariffe della TARI 2026 in conformità al Piano finanziario relativo al servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Il provvedimento recepisce il PEF 2026-2029 del Comune di Venezia, approvato dal Consiglio di Bacino Venezia Ambiente, Ente territorialmente competente per il servizio rifiuti, secondo il metodo tariffario definito da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, organismo nazionale indipendente che stabilisce i criteri per la determinazione delle entrate tariffarie del servizio.
Per il 2026 il costo complessivo delle utenze definito da ARERA è di 123.691.500 euro, con un aumento del 2,29% rispetto a quanto richiesto negli anni precedenti. “Questo è quanto l’Amministrazione comunale dovrebbe coprire – spiega l’assessore Zuin – Grazie però agli introiti derivanti dal Contributo di Accesso e dal contrasto all’evasione fiscale l’incremento tariffario viene completamente azzerato. È la dimostrazione che la volontà del sindaco Simone Venturini di potenziare la misura del Contributo di Accesso è la strada giusta per venire incontro alle esigenze dei cittadini”.
Oltre a queste misure, il gettito TARI a carico degli utenti viene ulteriormente contenuto a 116.051.500 euro. Nel dettaglio, il contenimento è reso possibile da 1.500.000 euro derivanti dal recupero di evasione ed elusione fiscali degli anni precedenti, da 1.771.000 euro complessivi collegati al Contributo di Accesso, da 4.229.000 euro di avanzo dell’imposta di soggiorno e da 140.000 euro di contributo MIUR, per un totale di 7.640.000 euro.
“È una scelta di responsabilità verso i cittadini e le imprese – continua l’assessore Zuin – perché un’Amministrazione ha il dovere di usare tutti gli strumenti disponibili per evitare che gli aumenti ricadano integralmente sulle famiglie e sulle attività economiche. La TARI finanzia un servizio essenziale per una città complessa come Venezia. Proprio per questo ogni euro deve essere gestito con attenzione e trasparenza”.
La sterilizzazione dei rincari è legata anche al percorso seguito negli anni dal Comune di Venezia, che ha mantenuto un maggiore allineamento tra tariffe e costi effettivi del servizio, evitando rinvii o recuperi concentrati in un solo esercizio. Ciò consente oggi di contenere l’adeguamento rispetto a diversi Comuni del bacino afferente a Veritas spa e a molte grandi città italiane, dove il 2026 registra incrementi più elevati o comunque previsioni di crescita più marcate.
“Il confronto con le altre principali città italiane – aggiunge Zuin – dimostra il valore della scelta compiuta da Venezia. A Napoli l’aumento atteso è stimato intorno al 7%, a Palermo e Genova le previsioni si collocano nel range del 4-5%, Firenze registra una crescita stimata intorno al 4%, mentre Torino prevede un incremento più contenuto, tra il 2 e il 3%. In questo quadro Venezia riesce non solo a contenere l’adeguamento, ma ad azzerarne l’impatto. È un risultato concreto, uno dei primi dell’Amministrazione Venturini”.
Per il pagamento della TARI 2026 sono previste quattro rate, con scadenza il 16 marzo, 16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre. Nelle more dell’approvazione delle tariffe definitive, gli importi relativi alle prime due rate, già richiesti agli utenti, sono stati determinati in acconto sulla base delle tariffe approvate per il 2025; il conguaglio sarà effettuato secondo quanto previsto dal provvedimento definitivo.
