BOND E MANTOVAN OSPITI DEI PESCATORI DI ROSOLINA

BOND E MANTOVAN OSPITI DEI PESCATORI DI ROSOLINA.

GLI ASSESSORI REGIONALI OGGI IN VISITA NELLE LAGUNE

Faccioli, Coldiretti Pesca: “Siamo andati dritti al punto: solo uscendo in barca nei luoghi critici si può capire quanto sia emergenziale intervenire per i pescatori”

 

“Coldiretti non si ferma neanche a Ferragosto, soprattutto se c’è la possibilità di ospitare due assessori regionali per una visita in loco per ragguagliarli su alcune criticità che affliggono il settore pesca da molti anni” sono le parole del presidente Carlo Salvan dopo l’importante visita istituzionale di oggi che ha visto arrivare in visita alle lagune di Rosolina gli assessori regionali Dario Bond e Valeria Mantovan.

“Oggi è stata una giornata importante dal punto di vista delle relazioni istituzionali, perché non è per niente scontato avere l’attenzione di due assessori – prosegue il presidente Salvan – e siamo quindi a ringraziarli, perché ci rendiamo conto che a volte a parole non è semplice spiegare certi fenomeni, serve davvero la presenza fisica per comprendere alcuni concetti come la vivificazione delle lagune o l’emergenza granchio blu che è tuttora difficile, ma viene gestita su più fronti grazie anche a numerose risorse stanziate dalla Regione”.

La visita è stata fatta via acqua, precisamente nelle lagune di Marinetta, Caleri e Albarella. Guidati da Alessandro Faccioli responsabile del settore Pesca, dal presidente regionale di Coldiretti Carlo Salvan e dal direttore Gerardo Forina Rampolla, presente anche Giuseppe Cherubini della Regione Veneto. Grazie ai soci pescatori di Coldiretti Denis Mantoan, presidente della Rete Po di Levante e Emanuele Falconi è stato possibile andare dritti al punto per capire di persona la situazione critica delle lagune che in questo caso coprono un’area di 1,5 mila ettari.

L’incontro è stato un’ottima occasione di dialogo anche per altri punti che interessano il settore, in un momento particolarmente delicato, come la gestione delle criticità strutturali del porto di Pila, “perché, parallelamente alla messa in sicurezza del porto peschereccio sito nel comune di Porto Tolle con la realizzazione di moli poranei, occorre prevedere anche per il porto di Albarella l’allungamento della diga Nord orientandola a Sud-est per impedire l’ingresso di sabbia che da anni soffoca le vongole veraci della laguna di Marinetta e vanifica il lavoro di questi allevatori” ha spiegato Faccioli. Un altro tema è stato quello delle aree lagunari private, oggetto dello storico contenzioso sulla demanialità: “Si auspica che il contenzioso tra coloro che rivendicano zone lagunari in proprietà privata e chi invece sostiene che siano demaniali venga quanto prima risolto” ha commentato Faccioli.

Uscendo dall’attracco, la prima tappa è stata per vedere la cosiddetta ‘bocca a amare’, che in gergo tecnico non è altro che l’apertura della laguna quando sfocia nell’acqua dell’Adriatico. Negli ultimi anni, mancando interventi specifici di manutenzione, queste bocche hanno subito degli interramenti dovuti alle correnti e per di più, i detriti e la sabbia si sono riversati nelle lagune stesse, andando a modificare l’ambiente naturale e rendendolo meno ospitale per le specie ittiche che vi abitano. La situazione delle lagune e delle bocche, crea sia di sicurezza per le imbarcazioni che per le persone che transitano sia per motivi lavorativi che turistici, in quanto gli interramenti non sono per niente segnalati e si creano delle secche ove è facile incagliare le imbarcazioni se non c’è sufficiente conoscenza dell’ambiente lagunare. L’internamento delle lagune comporta anche la mancata ossigenazione di questo ecosistema che con le alte temperature di questa estate, peraltro molto siccitosa, genera le condizioni climatiche per la proliferazione delle alghe, un fenomeno di cui si è parlato diverse volte e che puntualmente si ripresenta in questi territori. È stato, poi, possibile vedere le nuove zone dove sono state seminate le nuove vongole nell’inverno scorso, oggi però in zone ben delimitate perché ricoperte da reti per la loro protezione dalla voracità del granchio blu. È stato altresì possibile andare a visitare la zona di raccolta dei granchi blu in collaborazione con Veneto agricoltura, dove sono posizionate le centinaia di nasse che quotidianamente vengono svuotate dai pescatori, una o due volte al giorno; il prodotto raccolto viene poi conferito per la commercializzazione e una parte termina il suo ciclo allo smaltimento. Infatti, da circa un mese, in questa zona è stato installato un impianto di raccolta granchio.

“Da anni Coldiretti sollecita la vivificazione delle lagune e interventi alle bocche – specifica Alessandro Faccioli di Coldiretti pesca– la pulizia e la gestione non possono essere saltuarie, serve una vera pianificazione, perché senza una condizione ambientale favorevole, la pesca è destinata a morire piano piano. Ogni anno si aggiunge una criticità, dopo il flagello del granchio blu, ora che si potrebbe riprendere lentamente ad allevare vongole in questa zona, si deve fare i conti con la siccità che si abbatte su un ambiente già compromesso da interramento. Oggi l’assessore Bond ha fatto la sua prima visita in zona, siamo soddisfatti di questa giornata perché ci ha permesso di portarlo al problema e di raccontare le difficoltà di centinaia di addetti che ogni giorno cercano la sopravvivenza reddituale. Non vogliamo perdere questo ecosistema, non vogliamo perdere una tradizione di acquacoltura, confidiamo che l’assessore abbia compreso che i nostri non sono dei bla bla, ma una richiesta di aiuto per continuare a fare un lavoro per noi vitale”.

“Venire qui, entrare nelle lagune e vedere con i propri occhi quello che affrontano ogni giorno i pescatori è molto diverso dal leggere una relazione o ascoltare una segnalazione – ha commentato l’assessore regionale alla Pesca Dario Bond -. Abbiamo visto le difficoltà legate all’interramento delle bocche, alla necessità di garantire la vivificazione delle lagune e il problema ancora pesante del granchio blu. Sono criticità che si sommano e che rischiano di compromettere un’attività economica e un patrimonio ambientale che appartengono profondamente a questo territorio. Ora, noi non possiamo rincorrere le emergenze una alla volta. Serve una programmazione degli interventi sulle lagune e sulle bocche, costruita con chi questi luoghi li vive ogni giorno e ne conosce ogni criticità. Voglio partire da questa conoscenza diretta per capire cosa possiamo fare concretamente, con quali strumenti e con quali priorità. La visita di oggi serve proprio a questo: trasformare le segnalazioni in un’agenda di lavoro”.

(Coldiretti Treviso)