La festa per la chiesa sul monte Recamao

La Casa diocesana di formazione Roverè ha celebrato un importante traguardo: il 13 agosto, la chiesa grande presente nella struttura e intitolata alla Madonna Assunta ha raggiunto i 90 anni dalla consacrazione.

Era il 2 agosto 1933 quando veniva inaugurata la struttura del seminario diocesano a Roverè, precisamente sul monte Recamao, che secondo la tradizione in cimbro richiama i muri di sbarramento che in epoca preistorica ornavano questo dosso posto di fronte al paese (secondo altri deriverebbe da “ricamo” con l’immagine che danno i prati in fiore). Il progetto era partito dall’allora parroco don Antonio Quarella, nato a Pescantina il 12 novembre 1880 e arrivato a Roverè nel 1915, che comprò i terreni da Marianna Elsa Polinari (per 4.500 lire) e versò i primi soldi (2.400 lire) per i lavori: il resto arrivò dalla diocesi e da una sottoscrizione popolare, in particolare tra le 2.271 persone che allora abitavano in questo Comune della Lessinia. Nel giugno 1932 fu disboscata la zona, il 17 agosto dello stesso anno fu posata la prima pietra.

Quel 2 agosto 1933 si iniziò alle 9 con la Messa nella chiesa parrocchiale di Roverè presieduta dal rettore, mons. Timoteo Lugoboni e cantata dai seminaristi; i presenti si recarono alla Villa in processione eucaristica guidata dalla banda dei Buoni fanciulli (don Calabria); la benedizione fu data dal vescovo Girolamo Cardinale sopra il monte, dove fu posizionata una predella in legno e un altare: mancava, infatti, una chiesa.

Il 13 agosto 1936 viene dedicata, con solenne cerimonia, la chiesa del seminario e portate sull’altare le reliquie della Beata Vergine, di san Giuseppe, degli apostoli e dei santi Zeno, Timoteo, Pietro martire, Girolamo Emiliani, Carlo Borromeo, Filippo Neri, Luigi Gonzaga, Giovanni Maria Vianney, Giovanni Bosco e Teresa del Bambin Gesù.

Nel frattempo, a partire proprio dall’estate 1933, salirono i seminaristi (il primo anno furono 260) per passare le loro vacanze; la tradizione si ripeterà tutti gli anni fino alla Seconda guerra mondiale, durante la quale nella villa sul monte Recamao furono ospitati i ragazzi delle medie e del ginnasio, mentre i giovani del liceo e della teologia trovarono alloggio a Bussolengo; scelta provvidenziale perché l’8 febbraio 1944 verso le 13, quattro bombe d’aereo centrarono il Seminario vescovile: restarono vittime il rettore monsignor Timoteo Lugoboni che si era fermato a pranzo arrivando da Bussolengo, diretto a Roverè, e due inservienti.

La villa di Roverè fu, poi, sede del Seminario minore fino all’inaugurazione della nuova struttura di San Massimo (1960).

La Casa è diventata poi un punto di riferimento per tante realtà ecclesiali, diocesane e non, oltre che caposaldo di tanti cammini vocazionali. Dall’estate 2026, poi, ospita i campiscuola del Centro di pastorale ragazzi, trasferiti dopo 40 anni dalla località Tracchi di Bosco Chiesanuova. Inoltre, è a disposizione di sacerdoti, anziani e non, che vogliono prendersi un tempo anche di vacanza e di riposo.

Lo scopo di questa Casa è offrire alle persone che arrivano qui l’opportunità di vivere un vero incontro con il Signore, nella linea del Monte Sinai per il roveto ardente di Mosè e del Monte Tabor, luogo della trasfigurazione, dal quale si ritorna con un cuore rinnovato e lo sguardo pieno di vita.

Per chi visita la chiesa nel giorno dell’anniversario, inoltre, è possibile ottenere l’indulgenza, come riporta la targhetta con le parole dell’allora vescovo di Verona, Mons. Girolamo Cardinale:
A ciascun fedele che visiti questa chiesa nel giorno anniversario della sua consacrazione ho concesso 50 giorni di vera indulgenza nella forma stabilita dalla Chiesa” (Girolamo, vescovo di Verona, 13 agosto 1936).

Per l’occasione dei 90 anni, mons. Domenico Pompili ha presieduto la Messa che ha visto la partecipazione di una trentina di preti e centinaia di fedeli, tra gente del posto, ex seminaristi, persone che in questa casa hanno lavorato, il sindaco e il comandante dei Carabinieri di Rover veronese. Il vescovo ha reso grazie per questi decenni in cui la Casa, con la sua chiesa, è stato luogo di annuncio e testimonianza del Vangelo. Ha fatto giungere il suo saluto anche mons. Giuseppe Zenti molto legato alla casa.

Al termine, alcune testimonanze hanno raccontato questi decenni nella Casa: don Ottavio Todeschini, Renzo Dalle Pezze e l’arcivescovo Rino Passigato che qui hanno vissuto alcuni anni di Seminario minore; quella scritta su Carlo Scardoni (classe ’35) che ha lavorato alla costruzione; mons. Osvaldo Checchini che qui ha vissuto alcune esperienze come educatore del Seminario.

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(Diocesi di Verona)