Riforma della disabilità. Regione approva piano formativo da 1,4 milioni con la Fondazione Scuola Sanità Pubblica della Regione dedicato al progetto di vita delle persone disabili

(AVN) – Venezia, 1° agosto 2026

“Con questo piano formativo la Regione compie un ulteriore passo nella direzione dell’attuazione della riforma della disabilità. Si tratta di una riforma importante e complessa, il cui cuore è il Progetto di vita che gli operatori saranno chiamati a costruire assieme a ciascuna persona che verrà presa in carico. Ciò vuol dire mettere al centro la persona con le proprie aspirazioni, caratteristiche e potenzialità e valorizzarla promuovendone autonomia e inclusione. Per farlo al meglio la Regione ha scelto di investire in un importante piano di formazione dedicato agli operatori coinvolti a vario titolo nell’elaborazione del progetto di vita ed indirizzato inoltre alle persone con disabilità e ai loro familiari. Il Piano verrà realizzato su tutto il territorio regionale nell’arco di due anni a partire dai primi mesi del 2027. Ringrazio il Ministro Alessandra Locatelli, perché ha scelto di dare al Veneto il ruolo di apripista regionale per le attività formative sulla riforma della disabilità”.

 

L’assessore regionale al Sociale, Paola Roma, presenta così l’approvazione con delibera di Giunta del Piano formativo dedicato al Progetto di vita nell’ambito della riforma nazionale della disabilità. Il Piano Formativo Territoriale  è realizzato in convenzione con la Fondazione Scuola di Sanità Pubblica ed è dedicato ai soggetti coinvolti nella valutazione multidimensionale e nell’elaborazione del nuovo “Progetto di Vita” individuale, personalizzato e partecipato. L’intervento è stato finanziato con risorse assegnate alla Regione del Veneto dal Ministero per la Disabilità per complessivi 1.437.209,95 euro e consentirà di sviluppare un articolato programma formativo uniforme in tutti i 24 Ambiti Territoriali Sociali del Veneto, coinvolgendo professionisti del sistema sanitario e sociale, Comuni, Terzo Settore, sistema scolastico e universitario, enti della formazione, ordini professionali, associazioni, persone con disabilità e loro familiari.

 

“Questa riforma rappresenta uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni nelle politiche dedicate alla disabilità – dichiara Paola Roma – perché prevede un cambio di prospettiva il cui focus è la persona nella sua interezza: dalle sue capacità, dai suoi desideri, dai suoi talenti, dalle sue aspirazioni e dalle opportunità che il territorio può offrire per consentirle di realizzare il proprio percorso di vita. L’elemento più innovativo della riforma è proprio il Progetto di Vita, un percorso costruito insieme alla persona e alla sua famiglia, capace di mettere in rete servizi sanitari, sociali, educativi, scolastici, lavorativi, sportivi e di comunità”.

 

“Per rendere effettiva questa trasformazione – prosegue l’Assessore- è necessario che tutti gli operatori coinvolti e le stesse persone con disabilità condividano linguaggi, metodologie e strumenti comuni. Per questo il Piano Formativo Territoriale prevede un’offerta capillare e multidisciplinare che interesserà tutti i territori regionali attraverso corsi in presenza, attività laboratoriali, seminari, webinar e materiali didattici digitali”.

 

Saranno realizzate complessivamente circa 4.200 ore di formazione, articolate in corsi rivolti a professionisti, funzionari e amministratori pubblici, con moduli dedicati alla valutazione multidimensionale, al progetto di vita, al budget di progetto, agli accomodamenti ragionevoli, all’attuazione della riforma e all’individuazione dei desideri e delle aspettative delle persone. L’organizzazione consentirà di raggiungere almeno 1.200 professionisti, oltre a numerosi amministratori, funzionari e operatori della rete territoriale. Si tratta di lavorare alla costruzione di un’importante squadra di professionisti, che diventeranno un punto di riferimento per le famiglie con persone con disabilità.

 

Soggetto attuatore del Piano sarà la Fondazione Scuola di Sanità Pubblica, che curerà la progettazione esecutiva, l’individuazione dei docenti, anche con il coinvolgimento delle Università venete, l’organizzazione delle attività, il monitoraggio e la rendicontazione. A garantire uniformità e qualità dell’intervento sarà inoltre una Cabina di Regia composta da Regione del Veneto, Azienda Zero, Fondazione Scuola di Sanità Pubblica, ordini professionali e rappresentanti del Terzo Settore.

 

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(Regione Veneto)