Nel pomeriggio del 19 agosto 2026, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Vicenza hanno tratto in arresto due cittadini peruviani ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di tentato furto aggravato ai danni di un noto esercizio commerciale ubicato all’interno del centro commerciale Palladio.
L’intervento è scaturito da una segnalazione pervenuta alla Sala Operativa della Questura da parte del personale di vigilanza del punto vendita, che aveva fermato due soggetti sorpresi dopo aver occultato della merce asportata dagli scaffali.
Giunti immediatamente sul posto, gli operatori della Polizia di Stato hanno accertato che i due avevano prelevato sette paia di occhiali da sole per un valore complessivo di oltre 160 euro, rimuovendone le etichette identificative e occultandoli all’interno di una borsa artigianale schermata con materiale in alluminio, appositamente realizzata per eludere i sistemi antitaccheggio.
Le successive verifiche consentivano inoltre di rinvenire nella disponibilità dei fermati un dispositivo magnetico artigianale utilizzato per la rimozione dei sistemi antitaccheggio applicati alla merce esposta alla vendita.
L’attività investigativa svolta nell’immediatezza dei fatti, corroborata dalle dichiarazioni dell’addetto alla vigilanza che aveva monitorato costantemente i movimenti dei due soggetti all’interno dell’esercizio commerciale, permetteva di ricostruire dettagliatamente la dinamica dell’evento e di raccogliere gli elementi necessari per procedere nei confronti dei responsabili.
Considerate le modalità dell’azione delittuosa, gli strumenti utilizzati e i precedenti specifici a carico degli indagati, i due venivano tratti in arresto per tentato furto aggravato in concorso e successivamente accompagnati presso gli Uffici della Questura per le attività di identificazione e gli adempimenti di rito.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, gli arrestati sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Questura di Vicenza in attesa del giudizio direttissimo.
L’operazione conferma l’efficacia della collaborazione tra personale addetto alla sicurezza privata e Forze di Polizia, nonché il costante impegno della Polizia di Stato nell’attività di prevenzione e contrasto dei reati predatori a tutela dei cittadini e delle attività commerciali del territorio.
Si rappresenta che la misura è stata adottata d’iniziativa da parte della Polizia di Stato e che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza dell’indagato sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.
