Un albero, piantato nel cuore del Parco San Giuliano, per custodire una memoria che non si spegne. È quello dedicato a Jina Mahsa Amini, la giovane donna curda morta il 16 settembre 2022 a Teheran dopo essere stata arrestata dalla polizia iraniana per non aver indossato correttamente l’hijab. A quattro anni dalla sua morte, l’Amministrazione comunale e le associazioni aderenti hanno voluto rinnovare il ricordo della giovane, con una commemorazione promossa dall’associazione Udik – Unione donne italiane e kurde.
All’iniziativa, che si è tenuta questo pomeriggio al Parco San Giuliano di Mestre, è intervenuta l’assessore alle Politiche sociali Ermelinda Damiano: “Ritrovarci oggi significa ribadire, ancora una volta, che non possiamo permetterci di dimenticare la voce delle donne iraniane e di tutte le persone che continuano a battersi per i diritti, la libertà e la dignità umana – ha sottolineato l’assessore Damiano – La vicenda di Jina Mahsa Amini ha segnato profondamente la coscienza internazionale e continua a rappresentare un richiamo alla responsabilità di ciascuno nel difendere quei valori universali che non possono conoscere confini”.
Davanti all’albero piantato nel 2024 dal Comune di Venezia in memoria di Jina Mahsa Amini, sono state lette poesie e brani per ricordare la sua storia e riaffermare, attraverso la memoria, il valore della libertà, della dignità e dei diritti delle donne. “Questo albero è diventato nel tempo un simbolo di memoria, ma anche di speranza e di futuro. Le sue radici richiamano la necessità di non disperdere il ricordo di chi ha pagato con la propria vita la rivendicazione della libertà – ha aggiunto Damiano – Venezia ha scelto fin dall’inizio di essere accanto a tutte quelle donne e quegli uomini che continuano, spesso pagando un prezzo altissimo, a chiedere giustizia, libertà e rispetto dei diritti umani. Il nostro compito è continuare a tenere alta l’attenzione, perché il silenzio e l’indifferenza non diventino mai una risposta”.
