
(AVN) – Venezia, 28 luglio 2026
La Giunta regionale del Veneto ha approvato il Disegno di legge che individua le ulteriori aree idonee per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili e disciplina criteri localizzativi, procedure autorizzative e strumenti di monitoraggio per accompagnare la transizione energetica del Veneto. Il provvedimento viene ora trasmesso al Consiglio regionale per l’avvio dell’iter legislativo.
“Con questo Disegno di legge il Veneto si dota finalmente di uno strumento organico per accompagnare la transizione energetica e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello nazionale ed europeo -, dichiara l’assessore allo Sviluppo economico ed Energia, Massimo Bitonci -. Il traguardo di 5.828 megawatt di nuova potenza da fonti rinnovabili entro il 2030 richiede regole certe, procedure autorizzative omogenee e tempi chiari per cittadini e imprese. Vogliamo favorire gli investimenti nelle energie rinnovabili, sostenere la competitività del sistema produttivo, promuovere le comunità energetiche e l’autoconsumo, garantendo al tempo stesso sicurezza energetica e certezza normativa agli operatori”.
Il Disegno di legge individua ulteriori aree idonee privilegiando superfici già trasformate e infrastrutturate, tra cui le pertinenze della Superstrada Pedemontana Veneta, le aree di opere pubbliche e di interesse pubblico, gli interporti, le aree portuali a vocazione industriale e le cave ricomposte, disciplinando, inoltre, gli impianti agrivoltaici, i sistemi di accumulo, gli elettrolizzatori e gli impianti alimentati a biomassa e biometano.
“Questo provvedimento introduce un principio molto chiaro: la transizione energetica deve procedere senza compromettere il suolo agricolo e il paesaggio veneto -, sottolinea l’assessore al Governo del territorio, Marco Zecchinato -. Abbiamo orientato la localizzazione degli impianti verso aree già infrastrutturate o compromesse, definito criteri urbanistici uniformi e rafforzato le tutele per i beni paesaggistici, culturali e per le aree agricole di maggior pregio. È una scelta di pianificazione che consente di coniugare sviluppo delle energie rinnovabili e salvaguardia dell’identità del nostro territorio”.
Tra gli elementi qualificanti del provvedimento vi è la tutela della Superficie Agricola Utilizzata (SAU). Il Disegno di legge stabilisce che le aree agricole destinate ai nuovi impianti non potranno superare complessivamente lo 0,8% della SAU regionale e il 2% della SAU di ciascun Comune, con la possibilità per le amministrazioni comunali di elevare tale soglia fino al 3% esclusivamente per impianti destinati all’autoconsumo industriale o alle Comunità energetiche rinnovabili. È, inoltre, istituito un sistema regionale di monitoraggio della SAU, interoperabile con la piattaforma nazionale, che consentirà di verificare costantemente il rispetto dei limiti fissati dalla legge.
“Questo sistema di pianificazione e monitoraggio – precisa Zecchinato – offre agli enti locali uno strumento concreto per governare l’insediamento degli impianti e garantire un equilibrio tra sviluppo energetico, tutela del paesaggio e salvaguardia delle produzioni agricole. La transizione ecologica si realizza con regole chiare e con una programmazione attenta alle peculiarità del territorio”.
“Con il via libera della Giunta – conclude Bitonci – consegniamo al Consiglio regionale un testo costruito attraverso il confronto con istituzioni, categorie economiche e portatori di interesse. L’obiettivo è dotare il Veneto di una normativa moderna che favorisca gli investimenti, renda più efficiente il sistema autorizzativo e accompagni la crescita delle fonti rinnovabili quale leva di sviluppo economico e di autonomia energetica della nostra regione”.
Comunicato (GOVERNO DEL TERRITORIO/ENERGIA)
