Il TAR del Veneto conferma la sospensione della licenza per 60 giorni dell’esercizio pubblico “Bar di via Chiesanuova”, disposta dal Questore di Padova, Marco Odorisio, ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S.

Respinto il ricorso del titolare: il bar resterà chiuso per i restanti 51 giorni di sospensione.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, con sentenza pronunciata in forma semplificata all’esito della camera di consiglio del 1° luglio 2026, ha respinto integralmente il ricorso presentato dalla titolare dell’esercizio pubblico tipo bar, sito in via Chiesanuova  a Padova, avverso il provvedimento del Questore di Padova Marco Odorisio con il quale è stata disposta la sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande per sessanta giorni, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Con la decisione, il TAR ha confermato la piena legittimità dell’operato dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, riconoscendo la sussistenza dei presupposti previsti dalla normativa e la natura preventiva della misura, finalizzata ad interrompere situazioni ritenute favorevoli alla commissione di reati e alla frequentazione dell’esercizio da parte di soggetti socialmente pericolosi, a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

La sentenza ha disposto il respingimento dell’annullamento, previa sospensione dell’efficacia del provvedimento ex art. 100 T.U.L.P.S., con il quale è stata disposta la sospensione per giorni sessanta della licenza di somministrazione di alimenti e bevande (SCIA).

Infatti nella serata di martedì 26 maggio, i poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova, avevano dato esecuzione al provvedimento adottato dal Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, che disponeva la sospensione per 60 giorni, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e della rivendita di tabacchi del un pubblico esercizio sito in via Chiesanuova.

Il provvedimento era stato adottato all’esito di un’articolata attività istruttoria sviluppata sulla base delle risultanze investigative e dei controlli effettuati dalla Squadra Mobile e dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, dai quali è emerso come il locale fosse divenuto nel tempo abituale luogo di frequentazione di soggetti gravati da numerosi precedenti penali e di polizia, in particolare per reati in materia di sostanze stupefacenti, nonché per delitti contro la persona e contro il patrimonio.

Il titolare del bar presentava ricorso al TAR e nove giorni dopo la chiusura otteneva la sospensiva con la riapertura del pubblico esercizio, sino alla sentenza del 1° luglio con i Giudici Amministrativi che si sono pronunciati respingendo e bocciando il ricorso del gestore del locale.

Pertanto, alla data odierna, risultando trascorsi solo 9 dei 60 giorni complessivi previsti dal provvedimento di sospensione dell’attività, i poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa di Sicurezza della Questura nel pomeriggio di martedì 28 luglio hanno notificato la sentenza di rigetto al titolare del bar, con il locale che resterà chiuso per  gli ulteriori 51 giorni di sospensione da scontare.

Il provvedimento del Questore di Padova è stato adottato a seguito di una serie di controlli ed interventi effettuati dalla Polizia di Stato che hanno evidenziato la stabile frequentazione del suddetto locale da parte di soggetti gravati da precedenti penali e di polizia, in particolare per reati riconducibili allo spaccio e al consumo di sostante stupefacenti e che hanno confermato la presenza abituale di numerosi soggetti pregiudicati per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.

L’istruttoria alla base del provvedimento ha preso in esame diversi elementi, tra cui le segnalazioni pervenute tramite l’applicativo YouPol, i controlli effettuati all’interno dell’esercizio, l’arresto di un soggetto per detenzione di cocaina e hashish e il rinvenimento di frammenti di hashish sul tavolo collocato nelle vicinanze del bancone di mescita, sempre presidiato da un addetto alla somministrazione.

Infatti il Giudice Amministrativo ha evidenziato come il rinvenimento di sostanze stupefacenti    all’interno del locale  e la presenza reiterata di soggetti gravati da precedenti in materia di stupefacenti, l’arresto in flagranza del 23 maggio 2026 ed il successivo controllo del 24 maggio delineano un andamento unitario e progressivo, che il Questore ha legittimamente valutato in modo non parcellizzato.

L’esito del giudizio conferma l’efficacia dell’attività di prevenzione e di controllo svolta dalla Questura di Padova per contrastare fenomeni di criminalità e di spaccio di sostanze stupefacenti, nell’ottica della salvaguardia della sicurezza urbana e della tutela della collettività. 

(Questura di Padova)