Alle ore 13.40 del 6.8.2026, su disposizione della locale Sala Operativa, due Operatori della Squadra Volante della Questura di Vicenza sono intervenuti nei pressi di un supermercato in Corso Santi Felice e Fortunato a seguito di una segnalazione giunta su linea di emergenza 113. La nota informava di un soggetto che, dopo essersi appropriato di diversi prodotti all’interno del punto vendita, si era dato alla fuga aggredendo il vicedirettore dell’esercizio e venendo inseguito a distanza dall’addetto alla sicurezza.
Mantenendo costante il contatto visivo con il malvivente, il vigilante ha guidato gli Agenti aggiornando la propria posizione lungo via Rattazzi, via Mameli, via Cairoli, via Adenauer e il parco limitrofo, fino a raggiungere Viale del Mercato Nuovo, dove l’uomo è stato intercettato nei pressi della chiesa di zona. Nel corso dell’inseguimento, il soggetto ha rivolto reiterate minacce di morte all’addetto alla sicurezza che gli intimava di fermarsi.
Sul posto, gli Operanti hanno tentato di instaurare un dialogo pacifico con l’uomo, identificato in un cittadino ivoriano del 1991, già noto agli uffici per svariati precedenti e condotte antigiuridiche. L’individuo ha, tuttavia, mantenuto un atteggiamento ostile e non collaborativo, inveendo con frasi oltraggiose e minatorie nei confronti degli Agenti e rifiutando di esibire il contenuto del proprio zaino. Vista la crescente aggressività e la minaccia attiva di sottrarsi al controllo, è stato richiesto l’intervento in ausilio di una pattuglia della Polizia Locale.
Nonostante la presenza dell’equipaggio di supporto, il soggetto ha continuato ad assumere atteggiamenti di sfida e a dimenarsi con forza per impedire le verifiche. Cogliendo un momento di distrazione, un Agente è riuscito a privarlo con un gesto rapido dello zaino e del marsupio indossato al collo, garantendo così la sicurezza degli Operanti. Alle ore 14.00, in considerazione della gravità delle azioni commesse e della flagranza di reato, l’uomo è stato tratto in arresto per i reati previsti e puniti dagli articoli 628, comma 2, e 337 del Codice Penale. La contestuale perquisizione ha consentito di recuperare all’interno dello zaino l’intera merce asportata poco prima.
Condotto presso gli Uffici UPGSP, l’arrestato ha proseguito nella sua condotta aggressiva, arrivando a rivolgere gravi minacce dirette a un operatore (“quando esco ti faccio vedere io chi sono, vengo ad ammazzarti la famiglia”). Sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici tramite i quali è emerso il relativo codice C.U.I., è stato inoltre trovato in possesso di una tessera sanitaria intestata a terzi; non sapendone giustificare la provenienza, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria anche ai sensi dell’articolo 648 C.P.
In sede di escussione a sommarie informazioni, l’addetto alla sicurezza ha ricostruito la dinamica dei fatti, confermando le spintonate subite dal vicedirettore e le minacce patite durante il pedinamento. Il vicedirettore, pur confermando l’accaduto, ha espresso il timore di sporgere formale querela per la paura di ritorsioni, indicando il soggetto come individuo pericoloso e già autore di precedenti furti e intimidazioni nel negozio.
Alle ore 16.00 l’uomo è stato associato alle camere di sicurezza della Questura, dove è stata ultimata la perquisizione personale. Informato dell’avvenuto arresto il Pubblico Ministero di turno ha disposto la permanenza del soggetto presso i locali della Questura in attesa del rito direttissimo previsto per la mattinata odierna.
* “Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”
